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Casalmaggiore. Cremona. Dal 21 marzo al 3 maggio una mostra dei gioielli dell’arte della bigiotteria al museo del Bijou di Casalmaggiore, inaugurazione sabato 21 marzo ore 17.00.

La storia che lega la cittadina cremonese di Casalmaggiore al Bijoux è lunga più di un secolo e mezzo, un sodalizio che creò nel tempo una vera e propria industria di produzione di bigiotteria artigianale amata da personaggi celebri, da Maria Callas a Grace Kelly e Virna Lisi.

Nel 1986 è nato il Museo del Bijou di Casalmaggiore che occupa il piano seminterrato dell’ex Collegio Santa Croce, edificio costruito dai Padri Barnabiti verso la metà del XVIII secolo; è un museo specializzato del patrimonio storico-industriale in cui sono conservati oggetti d’ornamento e accessori prodotti dalle diverse fabbriche di Casalmaggiore tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’70 del Novecento.museo1

La mostra è dedicata ad una delle firme più importanti dell’arte della bigiotteria  Ornella Bijoux, uno dei brand più noti del made in Italy. In mostra più di 200 bijoux raccontano, attraverso oltre sessant’anni di creatività italiana,  il susseguirsi della moda secondo la lettura originale, elegante e solare di Maria Vittoria Albani. Questa importante esposizione, promossa dal Museo del Bijou di Casalmaggiore in collaborazione con Bianca Cappello, storica e critica del gioiello, vuole essere la prima di una serie di monografie dedicate ai grandi protagonisti della bigiotteria Made in Italy, un affascinante capitolo della costume jewellery ancora tutto da scoprire. Accompagneranno il visitatore nel percorso espositivo anche una selezione di abiti d’epoca da cocktail provenienti dalla collezione Cavalli e Nastri di Milano e firmati Biki, maison con la quale Ornella Bijoux ha collaborato a lungo negli anni ’60.broche-blu

Unico in Italia, il Museo del Bijou, fondato nel 1986 a Casalmaggiore, storico ed importante distretto di bigiotteria sorto tra XIX e XX secolo, conserva e valorizza oltre 20 mila pezzi di bigiotteria compresi macchinari, utensili, fotografie e cataloghi provenienti dalle dismesse industrie locali e da numerose donazioni di aziende e collezionisti del settore, dalla fine dell’Ottocento alle soglie del nuovo Millennio. Museo organizza mostre temporanee sulla storia della moda e dell’ornamento personale promuovendone la conoscenza e la divulgazione.cane-deco

L’industria del bijou a Casalmaggiore è sorta in una piccola bottega – laboratorio per iniziativa del pioniere e maestro Giulio Galluzzi (Codogno 1855 – Casalmaggiore 1932) che, trasferitosi a Casalmaggiore nel 1878, riusciva a realizzare nel 1882 la prima lastra di metallo placcato oro. Da questa fortunata esperienza ebbe origine un’importante e florida impresa che già nel 1887 esportava i suoi prodotti anche in America Latina con il marchio “G.G.”. Sul finire degli anni ’20, la ditta Giulio Galluzzi, la Società Federale Orefici, fondata nel 1905, e la ditta Il Placcato, attiva dal 1920, confluirono in una nuova azienda, la Società Anonima Fabbriche Riunite Placcato Oro.

Dai primi anni ’30, accanto al bijou d’imitation iniziò la produzione di bigiotteria “fantasia”, fatta di forme e materiali nuovi, fortemente legata alla moda e influenzata dai fatti sociali, sportivi, politici, bellici, militari, religiosi. A quest’epoca risale anche la diversificazione della produzione, tendenza che si accentua nel dopoguerra: dopo il 1945 furono realizzati anche occhiali da sole e poi radio, registratori, televisori e, infine, motori elettrici; la denominazione stessa della ditta, da Fabbriche Riunite Placcato Oro, divenne Fabbriche Industrie Riunite (FIR).

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

1 commento

  1. Sono andata a questa mostra e la ricordo benissimo perché mi è veramente piaciuta. Un gioiello in esposizione mi ha convinto ad acquistare un anello con acquamarina che gli assomigliava. Praticamente la mostra mi è costata un terzo dello stipendio però ne è valsa la pena 😀

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