Cremona – “Bina Nova“, questo il titolo del libro che la maestra Rosa Martinelli, dopo il rinvio della domenica precedente per maltempo, ha potuto presentare nel pomeriggio di domenica 18 ottobre nella piazza del suo paese, Binanuova. Numerosa la partecipazione che le ha consentito di rivedere molti suoi scolari, ex colleghi di lavoro e le tante conoscenze, quale risultato del suo impegno sul territorio.

Quando l’avevamo sentita ci aveva detto che si trattava di alcuni documenti che aveva trovato e che non erano una gran cosa. Sinceramente, un po’ troppo modesta, di fronte ad una bella pubblicazione, ricca di documenti, fotografie e planimetrie del territorio, sintetizzate nel sottotitolo “Il fiume, il castello, e una lunga storia”. Un signor volume di ben 354 pagine.

Alla presentazione erano presenti il sindaco del comune di Gabbioneta Binanuova, Antonio Bonazzoli, presentatore il Professor don Paolo Fusar Imperatore (incaricato archivio storico Diocesano e Bibliotecario del Seminario Vescovile di Cremona) e in qualità di moderatore, il consigliere del comune di Gabbioneta Binanuova il Geometra Alberto Simonelli. Tra il pubblico, anche Don Attilio quale responsabile dell’Unità Pastorale della quale fa parte anche la Parrocchia di Binanuova.

“Una grande giornata – l’ha definita Alberto Simonelli – era da tempo che si cercava qualcuno che raccogliesse i tanti si dice che riguardavano la nostra storia, con un grazie e i complimenti all’autrice della pubblicazione – ha concluso – quale lettore appassionato, con una breve nota tratta da una pubblicazione di Cesare Pavese sull’importanza dei valori racchiusi nella parola paese“.

Una pubblicazione che avevo già avuto modo di conoscere – ha detto il Sindaco Bonazzoli – attraverso anche una bella chiacchierata con la maestra Rosa e che mi ha dato modo di conoscere cose che io non sapevo, ad esempio il nome reale del paese, oltre all’importanza di ricordare, anche attraverso i vari personaggi e conoscere le nostre radici che non devono andare perse, ma anzi rivalutate“.

Molto chiaro e fatto sempre con un simpatico sorriso, l’intervento di Don Paolo che ha evidenziato l’importanza del conoscere partendo da quella studentessa di Seniga in visita all’archivio, che definì Bina come “quella cosa piccola che vedo oltre il fiume, dove abitano quattro persone” e alla quale lui ricordò che quella piccola cosa era già importante, quando lei non c’era ancora. Don Paolo ha poi aggiunto di non avere preparato niente di particolare, perchè non si tratta di presentare un libro di storia, ma un libro di bellissimi ricordi, raccolti dai tanti personaggi del paese e dai vari archivi, purtroppo non sempre facilmente accessibili. Il materiale c’è, è prezioso, e anche se non è antichissimo è un tratto della storia locale visto con gli occhi di un insegnante, cioè una modalità interessante che lo rende un patrimonio anche di tipo didattico.

Un manuale che non avete mai avuto in mano – prosegue don Paolo – che la vostra insegnante aveva nella zucca e utilizzava per rendere quella storia grande e universale che studiamo a scuola interessante, perché la nostra piccola storia fa parte di quella e qualche protagonista è passato anche di qui“.

Lasciando al lettore conoscere quanto poi descritto da Don Paolo e limitandoci a citare quello strano Parroco che usava la porta della chiesa come paratoia per irrigare, ma che nessuno riusciva a smuovere perché legato al potente del castello, concludiamo il nostro resoconto passando all’intervento di chiusura della maestra Rosa.

In apertura un suo doveroso ringraziamento per l’accesso agli archivi al Sindaco e a Don Attilio che l’ha anche sempre spronata, ha precisato, a procedere in questo lavoro. Un grazie particolare a Don Paolo per averle fatto conoscere queste notizie del ‘400 affermando che a questo punto Bina ha proprio una storia. Un grazie poi è andato a tutti i presenti con i quali si è scusata non avendo potuto, causa covid, offrire un rinfresco. Era inevitabile per lei concludere la presentazione ricordando alcuni particolari del libro, parlando della piccola chiesa di un tempo, della porta della chiesa che veniva utilizzata, come ponte, quando in occasione della processione bisognava attraversare un fossato. Sul perché della iniziativa fatta sulla piazza, perché fu proprio sulla piazza che lei appena nata, avvolta nel classico sciarpone nero, alle quattro del pomeriggio, la mamma la presentò alle donne che uscivano dai vespri, celebrati nella vicina chiesa di S.Rocco. Inoltre era sulla piazza, diversa da oggi , che un tempo, al suono della campana, si radunavano i capifamiglia per decidere sulla gestione del paese. Ha ricordato il tanto lavoro fatto dai Parroci per la chiesa di Bina, tra questi Don Foglia e Don Bislenghi del quale si è sempre chiesta come abbia potuto trovare i soldi per restaurare tutto.

La maestra Rosa ha chiuso con un accorato grazie ai presenti arrivati nella sua Bina Nova, per il futuro della quale esprime un grazie a tutti coloro che decidono di restare in questa piccola comunità e a coloro che hanno avuto il coraggio di dare al paese servizi, aprendo delle attività commerciali. Un paese che purtroppo offre poco, ma che non vuole rinunciare ad andare avanti, salvaguardando quel poco che è rimasto. Un grazie particolare alla maestra Rosa è arrivato dalla maestra Anna Pedrini, Binese DOC.