Quinzano d’Oglio, Brescia. Il fenomeno, malefico, delle esche avvelenate disseminate per le campagne e non solo, sembra non avere tregua; in questi giorni di marzo c’è stata una moria di animali domestici. Nella zona della Bassa bresciana, a Quinzano d’Oglio e dintorni, sono tanti gli animali da compagnia morti o in fin di vita, hanno persino spinto il sindaco del paese a organizzare una battuta con i volontari nel tentativo di bonificare la zona. Zona che costeggia il fiume, parte del parco Oglio Nord, zona frequentatissima da camminatori accompagnati dai loro cani sulla ciclo-pedonale dell’Oglio.cane malato

Non è una pratica che riguarda solo la pianura, in tutto il territorio nazionale episodi frequenti si susseguono senza tregua e nei luoghi più impensati che vanno dalle campagne, ai boschi, ai parchi pubblici, a farne le spese è raramente la volpe o altri predatori, ma i nostri amici animali, cani e gatti, che muoiono con atroci sofferenze. I bocconi avvelenati non colpiscono solo la specie a cui sono diretti, ma tutti gli individui legati nella stessa catena alimentare. Provocano anche gravi danni all’ambiente. La stricnina, ad esempio, rimane molto a lungo nei tessuti delle vittime, innescando una lunga successione di morti, inquinando suolo e falde acquifere.

Ma non si tratta solo di un problema legato alla salute ed alla vita degli animali, ma anche delle persone: è una pratica illegale, pericolosa, incivile. La presenza di veleni e sostanze tossiche sul territorio, rappresenta un serio rischio per la popolazione umana e per l’ambiente, in particolare per i bambini.

La legge prevede pene dure, ma sorprendere chi pratica questa meschina attività non è facile, anche se nelle osterie del paese tutti sanno e tutti tacciono, in una sorta di mafiosa omertà, gli “spettri” agiscono nella notte disseminano morte, convinti di abbattere il “nocivo” (la volpe nelle nostre zone) mentre gli unici nocivi sono loro, e sono anche meno intelligenti della volpe…

Il dilagare del fenomeno di uccisione di animali mediante l’utilizzo di esche o bocconi avvelenati, sia in ambito urbano che extraurbano, e le sempre più frequenti morti tra la fauna selvatica per ingestione di sostanze tossiche abbandonate volontariamente nell’ambiente, sono causa di rilevanti danni al patrimonio faunistico selvatico e in particolare alle specie in via di estinzione.

L’ignoranza e la malvagità non sono, purtroppo, mai in via di estinzione!

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.