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Nella rosa degli eventi, organizzati dalla Fondazione Civiltà Bresciana, in occasione dello storico centenario, riconducibile, con il 2016, all’evocativa affermazione di una certa ricorrenza bellica corrispondente, si delinea anche la conferenza di giovedì 13 ottobre, in programma nella sede dell’accennata istituzione culturale, situata a Brescia, al civico 5 di Vicolo san Giuseppe, con inizio alle ore 17.

bonjour-travagliato-_locandinaL’appuntamento, aperto a tutti, è dedicato al tema posto al centro di un incontro, con ingresso libero e gratuito, dal titolo “I Francesi a Travagliato nella Prima Guerra Mondiale”, tenuto dal prof. Giovanni Quaresmini, pure autore del libro, per le edizioni “La Compagnia della Stampa” dove a tale argomento è riservato, fra diversi altri spunti d’indagine sul Primo Conflitto mondiale, un dettagliato spazio divulgativo sviluppato fra le duecento pagine illustrate della riuscita iniziativa editoriale, denominata “Travagliato nella Grande Guerra – Frammenti di cronache e di testimonianze. La place de Francais”.

“La piazza dei Francesi”, come enuncia il titolo menzionato, è tale, perchè, fra i vari luoghi dove l’alleanza con la cugina nazione transalpina ha avuto una materializzata versione effettiva, si sono profilate, oltre alle interazioni instauratesi con il fuoco delle prime linee, anche alcune collaborazioni fra le retrovie di una località come Travagliato che, almeno in due distinte contingenze, ha ospitato, nella propria bresciana terra cisalpina, le truppe francesi, rispettivamente impegnate, nei giorni belligeranti, intercorrenti fra le maggiori incertezze, come pure, in seguito, nei frangenti estemporanei di una progressiva smobilitazione, promettente, invece, ben più pacifiche conseguenze.

La conferenza in calendario, insieme ad altre iniziative, anch’esse funzionali, nell’ambito delle giornate vicine, per l’esposizione degli studi storiografici applicati su analoghi riferimenti, si presenta nel merito di questa peculiare tematica, già puntualmente presentata dall’autore del libro accennato con lo scrivervi, fra l’altro, che “in quegli anni, Travagliato ospitò, come sede d’addestramento, alcune Compagnie di mitraglieri dell’esercito italiano e, nel 1917, subito dopo la sconfitta di Caporetto, un battaglione di soldati francesi, come viene documentato da una rivista dell’epoca. Successivamente, il paese, nel 1919, accolse, per sette mesi, il 126mo Reggimento di fanteria francese che organizzò alcune sfilate nell’ampia piazza centrale Umberto I, un luogo adatto per le manovre e le parate militari. Tra queste, assume particolare rilievo quella del 14 luglio 1919, festa nazionale, anniversario della rivoluzione francese. In precedenza, nel mese di marzo del 1919, nella sala consiliare del municipio furono pure accolti festosamente gli ufficiali francesi per un ricevimento d’amicizia, anche in segno di gratitudine per l’aiuto fornito all’Italia dopo la sconfitta di Caporetto”.

Ora, come ormai da mezzo secolo abbondante e più a questa parte, convertita a quella toponomastica mediante la quale ha mutato nome in “Piazza Martiri della Libertà”, questa ampia  superficie a cielo aperto, caratterizzante un perdurante aspetto urbano della cittadina bresciana dove assurge ad un esplicito baricentro impattante, si rivela pure esemplificativamente rappresentativa di un emblematico incontro fra culture, nello scenario militare condensato nello sforzo di un comune cimento di cui le tracce fotografiche ed epistolari, relative a quest’assortimento, sono state analizzate secondo un accurato lavoro di ricostruzione storica, restituito all’evidenza di una memoria collettiva, da parte del prof. Giovanni Quaresmini, grazie alla collaborazione fattiva “dei collezionisti Ruggero Bettoni, Lorenzo Foini e Francesco Salvi”.

L’autore del libro, pure relatore della conferenza cittadina nella quale è attesa anche la partecipazione di Mons. Antonio Fappani, presidente della “Fondazione Civiltà Bresciana” e della prof.ssa Elvira  Cassetti, spiega, a riguardo delle autentiche fonti documentaristiche, come le rare cartoline postali e le ancor più circoscritte fotografie d’epoca, con le quali il suo studio risulta fedelmente pubblicato, che “nelle pagine che seguono, accanto alle immagini, compaiono i messaggi che recavano, così come sono stati scritti, errori compresi. Sono stati trascritti e tradotti, grazie alla disponibilità di Monique Cohou, Serge Maye e di Francesco Muccio”.  

In questa località dove, fra l’altro, da anni sussiste, con reciproco impegno e risultati, un gemellaggio istituzionale fra il Comune e la comunità francese della Loira di Beuafort en Vallèe, l’analisi storica, effettuata su questa  compenetrata contingenza, sembra motivatamente convogliare significative coincidenze a determinate reminiscenze che, fatte le debite distinzioni, relative ad un accertato passato, suppliscono al ricordo evanescente delle subentrate generazioni, ritrovatesi, in un qualche modo, a potere reintracciare ed a fare rinsaldare, fra loro, l’analogia di già sperimentate esperienze.

Un riscontro, in altro modo, sostenuto anche dalle rispettive parti convenute a promozione delle manifestazioni bresciane, inerenti una opportuna riflessione sul capitolo storico dettato dalla tonda ricorrenza temporale con il periodo delle Prima Guerra Mondiale, come appare nella fattispecie della “Fondazione Civiltà Bresciana”, dell’Associazione Brescia Accueil Douce France e della “Sezione Alpini” di Brescia, patrocinanti queste proposte d’approfondimento, contestualmente ad altri referenti d’impegno attivi sul campo storiografico, come, fra altri ancora, Gianluigi Valotti, autore di varie ed interessanti pubblicazioni di storia locale.