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Boretto (Reggio Emilia) – Cultura, musica, spettacoli e gastronomia doc. Ecco qui gli ingredienti della seconda edizione del River’s Food Festival in riva al Po.

Partiamo dalla cultura, per non sentirci troppo in colpa delle grandi abbuffate dell’estate.

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Fine settimana in riva al Po

In occasione del festival, riapre la Casa Museo “Pietro Ghizzardi” e invita curiosi e appassionati a scoprire i luoghi e il mondo di questo artista irregolare con una visita guidata gratuita alla maggiore collezione di opere di Pietro Ghizzardi, custodita a Boretto, nella casa in cui egli visse gli ultimi anni della sua vita e “trasformata” in Casa Museo nel 1992 da Nives Pecchini Ghizzardi, nipote dell’artista, vera e propria vestale ghizzardiana a partire dagli anni ’60.

La Casa Museo resterà aperta al pubblico il sabato 27 e domenica 28 agosto.

Le visite guidate permetteranno ai visitatori di scoprire l’universo creativo di Ghizzardi, attraverso la fruizione delle opere esposte (centinaia tra dipinti, disegni e incisioni, opere plastiche, manoscritti), ma anche mediante il contatto diretto con i suoi oggetti di uso quotidiano come gli attrezzi del mestiere accuratamente conservati, le vecchie scarpe rotte, la bicicletta usata negli anni ’50 per “pubblicizzare” i propri quadri appendendoli al manubrio, l’antica camera da letto dei primi del ‘900 della madre.

E poi ancora le ocarine di terracotta modellate dal pittore, i premi e i riconoscimenti, i disegni di Zavattini appesi alle pareti, l’archivio fotografico, video e audio: testimonianze ancora vive e “parlanti” di un’esistenza semplice, radicata in un tempo che ormai pare lontanissimo, interamente rivolta all’arte e alla pittura.

Fatta la visita, concentriamoci nel prodotto principe di queste terre: la cipolla borettana che prende il nome da Boretto, paese dove in origine veniva coltivata.

Le sue radici storiche risalgono al 1400 quando a Boretto si coltivava la cipolla e, dopo un lungo girovagare per l’Italia finalmente torna nel suo paese d’origine.

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La cipolla borettana, piccola e dolcissima

Viene coltivata per decenni fino al principio del 1920 quando, nello stesso anno, una stagione avversa, causa la perdita di centinaia di quintali di cipolle. Per colpa della terribile annata molti contadini di Boretto abbandonarono la coltivazione e altri si spostarono nella zona di Vigatto di Parma dove continuarono, con successo, la coltivazione.

Contraddistinta da un bulbo particolarmente depresso ai poli, piccolo, con tuniche esterne color paglierino e da un sapore particolarmente delicato la “Borettana” è un prodotto meraviglioso dal sapore forte ed incisivo, è un buon alimento che si può maritare con tantissimi cibi, un prodotto tipico della terra reggiana.

La cipolla “Borettana” è la seconda varietà, in ordine di importanza, è molto apprezzata e ricercata sui mercati nazionali ed anche esteri. Come la varietà “dorata”, ha il grosso pregio di conservarsi sino a gennaio-febbraio senza dover ricorrere alla frigo-conservazione.

La “Borettana” è meno produttiva della “dorata” ma è più fine, è di gusto delicato ed è molto richiesta nel mercato. Per la presenza di sali minerali ha un valore nutrizionale elevato.