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Mantova – La mostra Braque vis-à-vis è dedicata al rapporto tra arti figurative, letteratura, musica e poesia e al particolare interesse che, nell’opera di Georges Braque, assumono le arti applicate.

Non è solo la familiarità con poeti e scrittori come Apollinaire o Reverdy, Ponge o Char, a caratterizzare l’attività dell’artista, ma il modo stesso in cui figura, parola e testo vengono a convergere nel corso del tempo, quasi Braque intendesse rivaleggiare con gli antichi maestri orientali della calligrafia.

È un aspetto, questo, ideografico o pittografico, scarsamente indagato negli studi sull’artista che si rivela appieno nell’illustrazione di libri e nella fiorente attività grafica di Braque e che emerge con sempre maggiore chiarezza non appena si presti attenzione alla sua stagione matura e tarda, oggi meno conosciuta. Un aspetto che anche le mostre più recenti dedicate all’artista sembrano sacrificare a vantaggio di aspetti più conosciuti.

Il progetto espositivo presenta 150 opere e privilegia appunto il periodo tra le due guerre e il secondo dopoguerra; si avvale di un nutrito corpus di opere grafiche, insieme a libri d’artisti e ceramiche, provenienti dal Kunstmuseum Pablo Picasso Münster e indaga l’influenza, spesso trascurata, che Braque ha esercitato sull’arte francese degli anni Sessanta e Settanta.

Il percorso è arricchito da gouaches di proprietà del Musée des Beaux-Arts di Belfort, dalla Cité international de la tapisserie di Aubusson e da alcuni olii provenienti da istituzioni europee, tra cui la Fondation Marguerite et Aimé Maeght a Saint-Paul-de-Vence e il Museo del Novecento di Milano. Vi sono inoltre confronti tra opere di Braque e opere di Matisse, Picasso e Duchamp.

Nell’occasione si può inoltre osservare una “cover d’autore” della Scultura in carta che Braque realizzò nel suo studio nel 1914, nel momento di transizione dal cubismo analitico a quello sintetico.

Il curatore della mostra, Michele Dantini, ha infatti invitato Flavio Favelli, artista italiano di fama internazionale apprezzato oggi per i suoi assemblaggi, a ricostruire la Scultura in carta di Braque, andata distrutta subito dopo la realizzazione e non destinata dall’artista al mercato, reinterpretandone l’unica fotografia esistente.