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Brescia – Appuntamento con la storia, venerdì 7 aprile, nella sala Giudici di Palazzo della Loggia a Brescia. Alle ore 11 è prevista la presentazione del libro dal titolo “Brescia 1859 –Il Vantiniano accoglie le spoglie delle armate europee –Le Cimitière Vantiniano recoit les depouilles des armèes europèennes“.

Insieme all’autore, nella persona di Gianluigi Valotti, sono attesi Sergio Isonni, coordinatore della presentazione stessa, Valter Muchetti, assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Brescia, Giovanni Quaresmini, autore dell’introduzione della parte riservata alla ristampa anastatica del rapporto sugli “Ospitali militari di Brescia istituiti durante la guerra del 1859” ed i Consoli Generali a Milano, rispettivamente di Francia e d’Austria, Olivier Brochet e Wolfang Spandinger.

I militari, morti durante la Seconda Guerra d’Indipendenza e sepolti nel cimitero monumentale cittadino, sono citati in questo libro che, in una laboriosa opera di trascrizione, ne elenca l’identità, la nazionalità d’origine, la data della morte, la fossa di sepoltura, l’ospedale dove erano stati prima ricoverati ed, in certi casi, anche il grado ed il reggimento d’appartenenza.

Il volume, a formato quadernone, è per le “Edizioni Negri“, attraverso la consulenza di Adriano Battarin per le riproduzioni delle immagini storiche, tratte dall’omonimo fondo documentaristico ascrivibile alla stretta egida della medesima realtà editoriale, in capo ad una nota fondazione speculare, mentre per la traduzione dei testi, proposti sia in italiano che in francese, l’autore si è avvalso della collaborazione di Nicolas Armstrong.

Il primo venerdì che la primavera del 2017 sviluppa nel calendario d’aprile, prossimo alla Domenica delle Palme, sancisce una pubblica opportunità divulgativa per quella rinnovata visibilità che è riservata al tema risorgimentale dove, in questo volume di circa centotrenta pagine, è privilegiato un approccio analitico improntato alle molteplici identità che ne hanno interpretato gli avvenimenti, arrivando pure a dare nomi anche alla truppa ed ai graduati stessi, solitamente assenti da simili menzioni nei manuali di storia, pur avendo personalmente contribuito al dipanarsi dei fatti notevoli che vi risultano attinenti.

Gianluigi Valotti autografa il suo libro

Si tratta di un metodo d’interazione storica, relativo alla realizzazione di questo volume, apprezzato anche dalla lunga serie di enti e di istituzioni che ne hanno patrocinato la riuscita iniziativa, a sua volta interessata al favorevole riscontro di un’odierna sensibilità, pure presumibilmente orientata ad una fattibile riscoperta di quei giorni lontani di storia, infilandosi, in questo caso, nel verso intrigante di uno studio corrispondente al soddisfare le curiosità derivabili da un pungolo di interrogativi, messi a fuoco lento dell’attuale disponibilità, nonostante le incombenti tendenze di una ossessiva semplificazione, che si svelano nella nuova forma rivelatrice di un antico patrimonio culturale che, ai medesimi spunti descrittivi, risulta da sempre confacente.

Gianluigi Valotti dedica questa pubblicazione ai suoi nonni, Luigi Valotti e Pierina Zambrini, rappresentandovi il raggiunto lavoro significativo della terza opera di una trilogia già da tempo inaugurata mediante l’uscita in stampa di “Solferino 1859. I feriti francesi ricoverati a Manerbio (2014)“, poi tradotta in francese in un’apposita edizione l’anno seguente, e “Il ricordo dei Prodi bresciani e de Caduti del 1859 nel Cimitero Vantiniano di Brescia“, contestualmente pubblicato in lingua transalpina (2016), entrambi per la “Sardini Editrice“.

Una bibliografia, aggiornata negli sviluppi dell’attività editoriale dell’autore, attesta i riferimenti dei libri accennati, come pure di altri volumi d’altrui pertinenza che si sono rivelati utili alla stesura di questa terza proposta delineata a completamento di quell’ampia ricerca che è stata coltivata nello spazio in cui, fino a prima, la materia trattata non aveva ancora dettagliato la misura di una informazione ugualmente documentata.

Anche in “Brescia 1859. Il Vantiniano accoglie le spoglie delle armate europee. Le Cimitière Vantiniano recoit les depouilles dei armèseuropèennes” vale il medesimo spiraglio evocativo dei precedenti tomi, pubblicati in pari dimensione, dove si profila, fra l’altro, la riproduzione anastatica, pagina per pagina, di una pubblicazione del 1860, dal titolo “Degli Ospitali Militari di Brescia istituiti durante la guerra del 1859 –Rapporto Contabile Statistico alla Giunta Municipale di quella città” di Giovan Battista Abeni che trova alcune considerazioni d’approfondimento, funzionalmente esplicative nel merito di questa porzione importante del libro di Gianluigi Valotti, da parte di Giovanni Quaresmini, analogamente al rispettivo contributo di alcune riflessioni introduttive, sottoscritte, ad esordio del medesimo volume, da Olivier Brochet, Console Generale di Francia a Milano e di Valter Muchetti, Assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Brescia.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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