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Brescia. Salute mentale, teatro e luoghi della città: vivere il teatro della follia e la follia del teatro, dentro la città, fuori dall’edificio teatrale.  La quinta edizione del Metamorfosi Festival, teatro, cinema, incontri e workshop, un progetto di Teatro19 si occupa, attraverso l’arte, della salute mentale della città, costruisce una mappa, che si propone di sondare gli effetti della geografia urbana su chi la abita e la attraversa, con un’ottica trasformativa della città, in cui l’azione teatrale plasma e trasforma, in modo misterioso e invisibile ma reale, gli spazi umani/urbani.

Dal 23 marzo al 4 aprile, con un workshop domenica 17 marzo, ritorna Metamorfosi Festival uno sguardo che mette a fuoco in particolare i vuoti, le fragilità, i modi singolari di vivere gli spazi, la vita attraverso il linguaggio teatrale.

È Lo sguardo mette a fuoco i vuoti, gli spazi fragili come fragili sono le persone, i modi anomali di vivere i luoghi, di vivere la vita fuori dagli schemi; è uno sguardo critico sull’abitudine, sul dare per scontato una normalità della città, della vita e dell’arte, vissuta come obbligatoria; sottolinea la possibilità di cambiamento, di invenzione, a partire da un teatro sociale d’arte che si connette, intreccia e dà voce alla diversità del teatro, di tutti noi, della città e delle sue ferite.

Quest’anno a Metamorfosi si cammina: gli spettacoli e le azioni si sviluppano geograficamente in diverse parti della città, disegnandone la mappa; un tracciato che mette in relazione gli spazi “alti” della cultura (Museo Santa Giulia, Tempio Capitolino, Teatro Sociale), quelli del teatro e dell’arte contemporanea (Mo.Ca e Teatro Idra), la periferia multietnica ed ex industriale (Via Milano), la periferia residenziale e l’edilizia popolare (San Polo). Una mappa che segna percorsi alternativi, che vuole valorizzare i vuoti, le fragilità, l’inconscio della città e attivare altri modi di vedere il conosciuto: ripropone il rito nel tempio, porta al Teatro Sociale un artista fuori dagli schemi, conosciuto a livello nazionale ma mai stato prima a Brescia, accompagna gli spettatori in un piccolo percorso nella Torre Cimabue, esito di una residenza di due mesi di Teatro19 in quel luogo.

La sofferenza psichica è parente dei vuoti, delle “amnesie della città”. Il filosofo Hans-Georg Gadamer dice: “La salute non è un sentirsi, ma un esserci, un essere nel mondo insieme ad altri uomini”; Il teatro è l’arte dell’esserci, un rito che ridona vita al sogno. Bisogna stare in guardia dai cattivi sogni, dalla “società dello spettacolo”. Possiamo ricominciare a sognare collettivamente, e il teatro può essere il rito simbolico, agito e popolare che rende attivi i sogni nella trasformazione di noi stessi e della città.

Il Festival è la parte pubblica del Progetto Metamorfosi, ideato e realizzato da Teatro19 con UOP23 della ASST Spedali Civili di Brescia e Animali Celesti Teatro d’Arte Civile. È parte del progetto recovery.net finanziato da Fondazione Cariplo con il bando Welfare in Azione 2018. Ha il sostegno di Fondazione ASM, il sostegno e il patrocinio del Comune di Brescia, è realizzato con la collaborazione del Centro Teatrale Bresciano e di Spazio Teatro I.Dra, Fondazione Brescia Musei, Fondazione Brescia Solidale. È parte delle azioni del Collettivo Extra-Ordinario.

Metamorfosi Festival è parte di Recovery.net, un progetto promosso da un partenariato di soggetti pubblici, privati e del terzo settore che a vario titolo concorrono alla promozione e all’attuazione di interventi e strategie locali per la salute mentale nel territorio della Lombardia Orientale. In particolare, le sperimentazioni previste si concentreranno in un’area che collega Brescia e la sua provincia orientale a Mantova e all’Alto Mantovano per un bacino complessivo di 495 mila abitanti.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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