Brescia. Chissà se mangiano spinaci, come il Popeye dei cartoni animati, sicuramente braccia e muscoli sono bene allenati per il Campionato Internazionale Di Braccio Di Ferro, organizzato dalla Sezione Braccio di Ferro Italia, che si svolgerà sabato 28 ottobre presso l’Hotel Cà Nöa a Brescia.  Alla competizione parteciperanno rappresentanti di 15 nazioni europee, sia maschile che femminile.

Dalle ore 14 al via le gare, con le varie categorie di atleti in gara vigilate dai migliori arbitri italiani premiati in tutta Europa. Sarà un sabato intenso con grandi match. Si partirà con un nuovo sistema di doppia eliminazione ed organizzativo. Finite le Classi Juniores, Master, Esordienti si procede alla premiazione, poi competizioni Senior e a seguire le premiazioni, così sia per il braccio sinistro che per il destro per permettere a tutti i partecipanti di essere presenti al podio.

Nel braccio di ferro agonistico esistono principalmente tre tipi di tecniche , si badi bene, non “trucchi” da sfida al bar, bensì vere e proprie tecniche di tiro elaborate e complesse che prevedono ciascuna un diverso coinvolgimento di determinati muscoli dell’intera parte superiore del corpo, non solo del braccio quindi, ed un diverso grado di coordinazione fra essi.

Non basta infatti imparare i movimenti alla perfezione in teoria, oppure esercitarsi ore e ore al tavolo per riuscire a padroneggiare le tecniche. Solo pochi atleti al mondo esprimono tutta la loro forza in ogni tipo di movimento. Gli altri tentano invece di applicare la propria tecnica durante l’incontro, costringendo l’avversario alla difesa.

Il consiglio per avere successo nel braccio di ferro è comunque di perfezionare al massimo la tecnica per cui si è più predisposti, imparando però anche altri movimenti da utilizzare in caso di necessità.

La tecnica del gancio (in inglese Hook) è un movimento che consiste nel chiudere il proprio polso completamente verso di sé mantenendo un angolo piuttosto chiuso fra bicipite e avambraccio, quindi con la mano e la spalla del braccio in azione piuttosto ravvicinate, e le nocche rivolte verso la propria sinistra.

La tecnica più utilizzata dagli atleti agonisti è quella che in inglese viene definita toproll, e che in italiano ha invece diversi nomi. Questa tecnica, pur nelle sue numerose varianti, prevede essenzialmente l’esercitare una pressione sulle dita dell’avversario col lato interno della propria mano, con l’obiettivo di aprire l’angolo di queste ultime e conseguentemente causare il piegarsi in avanti del polso dell’avversario, provocandogli ovviamente un notevole svantaggio.

Il terzo tipo di tecnica, che è il più raro e meno usato, è il press, in cui durante un incontro col braccio destro si posiziona la spalla più a destra della propria mano e dietro ad essa, da questa posizione si spinge verso il basso sfruttando soprattutto la forza muscolare del tricipite e l’effetto di “compressione” della spalla e della parte superiore del braccio che premono sull’avambraccio.

Esiste anche un quarto tipo di tecnica, ma è appannaggio veramente di pochi, e consiste nel tirare a lato con la propria mano “aperta”, cioè col polso piegato all’indietro.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.