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I bombardamenti a Brescia. Una mostra estemporanea ed un libro che, in quanto tale, è, da par suo, destinato a sopravanzare la circoscritta durata temporale che ha definito questa esposizione cittadina nelle proporzioni di un periodo che il 2018 ha contraddistinto anche secondo gli aspetti di un importante evento culturale.

L’una e l’altra iniziativa divulgativa, pervasa dal proposito di documentare le incursioni aeree anglo-americane che sono, in questo caso, proprie degli anni ad epilogo della Seconda Guerra mondiale, riguardano ciò che attiene il tragico verificarsi di tali avvenimenti in un significativo ambito locale.

Per le edizioni de “La Compagnia dela Stampa“, Brescia ha un accresciuto volume monografico, aggiornato, cioè, agli ultimi studi sul campo nel merito considerato, che compendia, con dovizia di particolari, il ripercuotersi dei bombardamenti degli “Alleati” sul proprio territorio dove si sono, in particolar modo, riversati il 14 febbraio ed il 13 luglio del 1944, come pure, a guerra ormai oltremodo decisa, il 2 marzo ed, analogamente, durante le giornate del 4 e del 6 aprile 1945, con la contestuale aggiunta di una serie di simili episodi di minore entità, ma, nella quota parte della loro misura offensiva, comunque micidiali, e rimasti impressi nella memoria collettiva.

Queste azioni di guerra sono avvenute nel capolouogo bresciano ed in alcuni centri abitati della provincia, come pure nei cieli aperti sulle traiettorie aeree intercettate, a volte, dalla contraerea, nel corso di inesorabili operazioni militari, a vari livelli di intensità e nel dispiegarsi di differenti mire di invasività, come quella, fra diverse altre ancora, della quale una precisa citazione fa capolino in questo libro: “27/04/1945. Un P47 D americano, durante un mitragliamento vicino a Leno, è colpito da fuoco leggero. Il pilota Homer Onge decide di atterrare in emergenza in un piccolo campo vicino a Leno. Viene messo tempestivamente al sicuro dai partigiani di Ghedi prima che una pattuglia della Luftwaffe arrivi a catturarlo. Onge sarà poi consegnato, due giorni dopo, agli americani entrati a Ghedi”.

Con la sede della “Repubblica Sociale” sul Lago di Garda, presente Mussolini ed i più alti esponenti della stessa “Italia Repubblicana”, raccolti attorno all’ideale mausoleo dannunziano che emergeva, su tale ambito, a curiosa combinazione retorica della storia, gli anglo-americani hanno preferito, invece, infierire altrove, provocando, fra l’altro, numerose vittime, come attesta Giulio Andreoli, in questo volume, dal titolo “Brescia sotto le bombe 1940 – 1945”: “(…) Sono stati ben 430 i morti in città a seguito delle incursioni aeree. (…)”.

Particolare, specificato nel capitolo della pubblicazione che risulta dedicato al monumento cittadino dei caduti sotto i bombardamenti, intitolato “La spirale della memoria” che aleggia sull’intero volume, realizzato per la cura di Roberto Chiarini e di Elena Pala, in collaborazione con il Giornale di Brescia, l’Archivio di Stato e con il patrocinio ed il finanziamento dell’Assessorato all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia, del Comune di Brescia, della Camera di Commercio di Brescia, della Fondazione ASM- Gruppo A2A, della Fondazione UBI Banco di Brescia, della Fondazione della Comunità Bresciana, dell’Ance Brescia e della Centrale del Latte, mentre gli enti promotori risultano il Centro Studi RSI di Salò, la Provincia di Brescia, la Libera Accademia Belle Arti e la Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Sei al Martinengo.

A questa pluralità, rappresentativa di una larga condivisione di diffusi intenti, attiene anche il patrocinio non oneroso dell’AIB Giovani Imprenditori e di Confartigianato di Brescia, come pure gli sponsor Studio Gaeti, Acciai Moretti Spa, Yokohama e Profumerie Vezzoli, oltre ad un ingente numero di riscontri provenienti dalla cittadinanza, in ordine al fornire testimonianze di vario genere, circa il notevole lavoro di ricucitura, oltre l’insinuarsi dell’oblio, fra le lacerazioni della storia, relativamente al tema bellico trattato.

Vettore di questo metodo di raccolta memorialistica è stato il quotidiano “Giornale di Brescia”, pure piattaforma editoriale di una serie di articoli realizzati sull’argomento anche dalla stessa Elena Pala, ricercatrice presso il “centro Studi Rsi” di Salò, che, fra le poco più di duecento pagine generosamente illustrate di “Brescia sotto le bombe 1940 – 1945”, precisa, insieme ad altre stime rilevate a carico dell’incursione aerea del luglio 1944, che “(…) Oltre al centro storico, è colpita, durante la notte tra il 12 ed 13 luglio anche la zona industriale ad ovest della città. Sono sganciate circa 100 bombe. Riportano danni gli stabilimenti Breda, Togni e Tempini, nonchè le rimesse delle tranvie elettriche e i magazzini delle Cantine Folonari. (…)”.

Organizzato in una ventina di capitoli, con il contributo di vari autori, ancora nel merito della parte d’informazioni dedicata al bombardamento appena menzionato, è, fra l’altro, specificato che “(…) Una bomba cade sulla cattedrale incendiando la cupola quasi a significare la tragedia dell’intera città, annota don Antonio Fappani. In 17 minuti, sono distrutte 300 case, danneggaite sono circa 400. Colpiti – oltre al Duomo Nuovo – il Broletto, la Biblioteca Queriniana, il monastero del Buon Pastore, il Collegio Arici, palazzi storici come quelli dei Martinengo Palatini e dei Maggi, danneggiati il palazzo vescovile, la chiesa di San Marco e di Sant’Agata, la parrocchiale di Fiumicello, la casa provinciale delle Canossiane. (…)”.

La citazione del sacerdote, da tempo presidente della “Fondazione Civiltà Bresciana“, riporta ad uno dei numerosi lavori di ricerca storica da lui eseguiti nel corso di vari decenni a favore di Brescia e del suo territorio, su diversificate ispirazioni tematiche, fra le quali, la pubblicazione “Una città e il suo Duomo in fiamme”, nella stampa per la serie “Amici della Cattedrale”, con il contributo di mons. Vigilio Mario Olmi, nella prima metà degli anni Novanta.

In questo modo, il tracciato della memoria interseca emblematicamente percorsi praticati in anni diversi, per focalizzare quel medesimo scopo di costante opera di aggiornamento del deposito di conoscenze che appare, fra l’altro, in una sua forma condensato nelle parole di Gabriele Colleoni, vice direttore del “Giornale di Brescia”, caratterizzando le pagine introduttive della pubblicazione, nel sottolineare, pure, il ruolo avuto da questo sentito organo d’informazione: “(…) Eventi del presente ed eventi del passato: perchè le due dimensioni, nella vita delle persone e delle comunità, si intersecano sempre e così si rispecchiano nel racconto quotidiano di un giornale. In questa prospettiva, la scelta della collaborazione al progetto, concretizzatosi soprattutto nei cinque Collection Days nella sede del “Giornale di Brescia”, si è rivelata da subito felice per la partecipazione alla raccolta di cimeli, immagini e testimonianze e per l’attenzione con cui i lettori hanno seguito le pagine speciali dedicate al progetto, contribuendo, a loro volta, con tante lettere, ad ampliare gli apporti memorialistici. (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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