Tra le tante brutte storie che si raccontano sul rapporto tra uomo e animali, ce ne sono altre invece che hanno il contorno di una favola, come quella del ritorno dell’ibis eremita, un “volo” straordinario, è proprio il caso di dirlo, tra un gruppo di ricercatori e l’ibis.ibis 1

Ma incominciamo a presentare i protagonisti: Jazu è l’ibis eremita che ha intrapreso in questi giorni di primavera un lungo percorso volando autonomamente per i 1.000 chilometri che separano l’oasi di Orbetello in Toscana dal sito di riproduzione di Burghausen in Baviera. E’ stato Jazu a tagliare per primo il traguardo della migrazione primaverile degli Ibis eremita. Nei cieli italiani, in volo verso la Baviera, ora se ne contano altri 5 che stanno tornando a casa per trascorrere l’estate, dopo un inverno in Toscana.

Sin qui nulla di straordinario, a primavera miglia di uccelli sono sulle rotte migratorie, se non fosse che l’ibis eremita manca da 400 anni nei nostri cieli, quasi estinto nel resto del mondo, e che per farlo ritornare i ricercatori del Waldrappteam, un team giovani biologi tra cui parecchi italiani, hanno dovuto diventare genitori adottivi. Questo significa allevarli, accudirli, ma soprattutto volare con loro per insegnarli nuovamente, dopo 400 anni, la rotta migratoria.ibis 2

Così è stato. Con un ultraleggero si è compiuto un’impresa incredibile, un volo straordinario che rispettando le antiche rotte e tappe ha visto volare nei cieli italiani uomini e ibis. Ora Jazu in Baviera ci è tornato da solo, ad attenderlo c’era Shorty sua partner già intenta ad arredare il nido, a seguirlo altri ibis. L’eremita sta tornando!ibis 7

L’ibis eremita è un trampoliere brutto ma simpatico, chiacchierone e socievole, al contrario del suo appellativo. Prende il nome dall’abitudine di nidificare su pareti rocciose difficilmente accessibili, e fino a 400 anni fa si riproduceva anche in Italia, un tempo ampiamente diffuso nella regione mediterranea, è andato incontro nei secoli ad un lungo declino causato dalle attività venatorie, dalla distruzione di habitat steppico, dall’agricoltura intensiva e dall’uso di pesticidi.

Il progetto Waldrappteam, di cui fa parte anche il Parco Natura Viva di Bussolengo, Verona, è uno dei più importanti programmi europei per la conservazione della specie. Nella primavera 2013 l’intera popolazione mondiale selvatica di ibis eremita con comportamento migratorio intatto era ridotta ad un unico individuo presente nel Medio Oriente. Ciò significa che l’ibis eremita come specie migratrice era di fatto estinta.ibis 6

Il progetto Waldrapptem è il primo tentativo, su base scientifica, di reintroduzione di una specie migratrice nella sua area di origine. Un progresso di successo del progetto può essere di esempio per altri studi di reintroduzione di specie avifaunistiche migratrici a rischio di estinzione.

Così a partire dal 2014, il team di biologi, oltre che ad allevare alcuni esemplari, ha insegnato agli ibis eremita allevati la rotta migratoria tra le zone di riproduzione e l’area di svernamento. In volo tra l’oasi di Orbetello e la Baviera, uno stormo di ibis hanno seguito una “grande mamma”, un ultraleggero pilotato da uno dei biologi che li ha guidati sulle rotte celesti, tappa dopo tappa in andata e ritorno. Ora gli ibis, dimostrando di non essere dei “bamboccioni”, la rotta migratoria la stanno percorrendo da soli.ibis 5

Monitorati tramite Gps dai ricercatori del Waldrappteam e del Parco Natura Viva di Bussolengo, impegnati nel progetto Life+ Reason for Hope per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita. Una favola a lieto fine, ma non troppo.

Il lavoro da fare è ancora lungo, in primo luogo un azione di informazione, infatti il 60% di delle perdite (circa 50 ibis eremita) è stata attribuita ad azioni di bracconaggio in Italia. La principale associazione italiana per la caccia e molte organizzazioni per la conservazione delle specie hanno dichiarato il loro sostegno al progetto. Si presume, infatti, che il bracconaggio sia causa di perdite simili a carico di altre specie migratrici a rischio di estinzione soprattutto nel periodo di migrazione autunnale.ibis 3

Quindi le azioni in programma contro il bracconaggio sull’avifauna non aiutano solamente la reintroduzione dell’ibis eremita in Europa ma anche la salvaguardia di altre specie minacciate. Insomma il volo dell’eremita di ritorno nei nostri cieli dopo 4 lunghi secoli è ancora incerta. Parlarne e raccontando storie d’amore commuoventi come quella dell’ibis eremita è sicuramente il miglior modo per assicurargli un futuro nei nostri cieli.