Tempo di lettura: 2 minuti

di Nicola Ferrari,
in risposta all’articolo di Anna Grasso Rossetti sul bullismo nelle scuole

Apprezzo molto le sue riflessioni. Spesso ne condivido totalmente i contenuti.
Il suo appello merita sostegno e risposte. Sono un genitore con 2 figli che frequentano le superiori. Credo che le puntualizzazioni sugli insegnanti che lei ha proposto fornendo un esempio concreto debbano far riflettere ma credo che in eguale misura noi genitori siamo spesso lontani dai nostri figli.

Non a parole. Anzi spesso siamo prodighi di consigli, di suggerimenti, di lezioni di vita, anche ricche di ideali e buoni propositi.
Peccato poi che il nostro agire, il vissuto quotidiano sia ricco di contraddizioni. Diciamo una cosa e poi facciamo il contrario. Urliamo per una mancata precedenza, litighiamo sempre con il coniuge, siamo lunatici, discutiamo per futili motivi ecc. ecc.
I nostri  ragazzi guardano agli esempi concreti non alle prediche. Necessario da parte nostra  maggiore coerenza, maggiore responsabilizzazione, maggiore maturita’.

Cosa possiamo pretendere se le famiglie si sfasciano, se il nostro  interesse viene sempre prima di ogni altra cosa, se l’oratorio scompare dietro al nostro menefreghismo, se la priorita’ di un ministro e’ quella di elevare a 40 la dose giornaliera di spinelli, se non conta cio’ che sei ma cio’ che possiedi?

Puntiamo il dito contro noi stessi, a cominciare dal sottoscritto e forse anche i giovani faranno autocritica e comprenderanno che di questo passo non si arriva da nessuna parte.  Grazie per la sua rubrica ricca di spunti interessanti riportati in maniera seria e pacata.

Nicola Ferrari

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Ribatte Anna Grasso Rossetti
GRAZIE. ma cosa fare?
E’ indispensabile CAMBIARE qualcosa. Le separazioni danno, ai cuccioli, un senso di destabilizzazione atroce. Quante volte ho ascoltato un bimbo chiedermi: “Ma sei io faccio il buono, il Papà torna a casa?”.

Oppure ho visto bimbi di 4/5 anni, tornare dalla madre dopo il ritualepomeriggio a casa del genitore non affidatario e vederli prendere a calci nonni, madre e fiori del giardino? Chi conterrà questa rabbia, quando saranno adolescenti?
Gli adulti hanno da loro la Legge, quando decidono di lasciarsi. Ma i bimbi, che hanno?
Almeno una base di educazione potrebbe aiutarli.

Il Padre non ripeta: TUA MADRE MI HA CACCIATO.
La madre non chieda, quando il figlio torna a casa, che realtà ha trovato, nella casa dell’Altro. Non smetterò mai di ripeterlo: una buona educazione, anche tra i separati, può aiutare i figli a non essere destabilizzati. Ma la lotta, la rabbia dei separati, l’un contro l’altro armati, ha di base l’appropriazione della simpatia del figlio. E lui impara a dire, ad ognuno dei due genitori, quello che LUI/LEI vuole sentirsi dire. E’ un delatore in nuce. Un percorso genitoriale (sì, si è ex coniugi, ma GENITORI lo si è per sempre) potrebbe essere d’aiuto.

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Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.

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