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E’ peruviano il miglior caffè del mondo. Si chiama Tunki Café, é prodotto sull’altipiano di Puno e lo commercializza Cecovasa (Centrale di Cooperative agricole delle Valli di Sandía), un’organizzazione di secondo livello formata da otto cooperative produttrici di caffè, alle quali fornisce anche servizi di assistenza tecnica.

L’arabica coltivata nel bacino amazzonico delle Ande, tra i 1200 e i 1800 metri sul livello del mare, all’ombra di alberi da frutto e di specie native della zona, permette di ottenere un caffé con un aroma singolare, piú aciditá e corpo. E sono proprio queste le caratteristiche che hanno consentito a Tunki Café di guadagnarsi il prestigioso riconoscimento.

Ma le qualitá organolettiche del prodotto in questione non sono le sole degne di menzione di questa storia di successo peruviana: il caffé di Cecovasa, infatti, proviene da 4800 piccoli produttori di etnia quechua e aymara, che lo coltivano secondo le regole del commercio equo e solidale. La maggiorazione di prezzo garantita da questa rivluzionaria quanto geniale forma di commercio, oltre a regolare i prezzi a beneficio dei produttori e a proteggere il Parco Nazionale Balmaja Sonene, ha permesso alla coltivazione di caffé di essere una alternativa concreta a quella della coca. La parte terminale della valle, denominata Pampa Grande, infatti, é da anni zona di produzione delle foglie tanto care alle popolazioni andine perché antidoto contro il mal d’altitudine e la fame e non esistono nell’area programmi di promozione alla coltivazione di prodotti alternativi né meccanismi di interdizione. Riesce, cosí, da solo il commercio equo in un’impresa in cui tanti prima di lui hanno fallito.

Cecovasa, che gía in passato era stata insignita di riconoscimenti importanti per la qualitá del proprio caffé biologico certificato, nasce nel 1970 nella zona di Putina Punco, avamposto remoto per raggiungere il quale é necessario percorrere una via impervia, spesso soggetta a incidenti fatali ed assalti, che scende dai 4800 fino agli 800 metri sul livello del mare. La zona di influenza di Cecovasa fu popolata negli anni cinquanta da coloni provenienti da altre province della stessa regione. Come in tante storie di successo peruviane, le condizioni geografiche e climatiche avverse furono determinanti per dare la spinta alla popolazione ad organizzarsi in cooperative e per superare le barriere di accesso al mercato del caffé.

E l’esperienza cooperativa é stata talmente efficace che la stessa Cecovasa ha pensato di ricorrervi per risolvere un altro degli annosi problemi che quotidianamente affronta: l’accesso al credito. Di fatto, l’offerta finanziaria nella zona é pressoché inesistente, con due sole succursali del Banco de la Nación in una regione estesa quasi 72.000 km quadrati, quasi tre volte la regione Lombardia. Per questo motivo, a fine ottobre, i leader di riferimento delle cooperative hanno chiesto aiuto ai referenti del progetto Cassa Padana-Fenacrep per capire quali sono i passi da seguire per la costituzione di una cooperativa di risparmio e credito (coopac). E il nove novembre 2009 é nata la Coopac Credicoop Sur Andino, con 35 soci fondatori, ognuno dei quali ha sottoscritto una quota di capitale di 50 soles peruviani.

Ora il dado è tratto e gli sforzi del progetto Fenacrep-Cassa Padana saranno tutti tesi a rendere operativa questa nuova cooperativa di risparmio e credito. Il lavoro da fare é tanto, in primis aiutare a intessere un tessuto economico sociale diversificato e adeguato alla vita a queste altitudini. Ma il sodalizio vincente tra commercio equo e solidale e cooperativismo di credito non mancherá di centrare anche questo obiettivo.

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Elisabetta Berto
Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.

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