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Porto Mantovano, Mantova. Sabato 12 e domenica 13 novembre centinaia di accompagnatori di alpinismo giovanile si incontreranno per studiare le modalità con le quali avvicinare sempre di più i giovani alla montagna, considerata scuola di carattere, di onestà e solidarietà.CAI giovanile

Rilanciare il concetto di una montagna maestra di vita, in grado di essere terreno dove i più giovani possano conoscere se stessi e l’ambiente che li circonda e vivere in armonia con la natura e le altre persone. E’ questo il tema centrale dell’11° Congresso Nazionale degli Accompagnatori di Alpinismo Giovanile del Club alpino italiano, in programma a Porto Mantovano alla sala congressi “Villa Schiarino Lena”, Stradone S. Maddalena 7/9.

I corsi di alpinismo giovanile, dedicati a bambini e ragazzi dagli 8 ai 17 anni, sono organizzati dalla maggior parte delle 503 Sezioni del CAI sparse in tutta Italia e hanno l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla frequentazione della montagna in maniera consapevole e rispettosa dell’ambiente, dando spazio anche al gioco e al divertimento. Vengono organizzate escursioni a piedi lungo i sentieri, cicloescursioni in mountain bike, arrampicate, visite in grotta e, d’inverno, escursioni con le ciaspole e scialpinistiche.CAI giovanile

Per il Club alpino italiano la montagna è scuola di carattere, di onestà, di solidarietà e di rispetto per l’ambiente, un’occasione per vivere esperienze effettive e non virtuali, al di fuori degli schemi precostituiti cui sono abituati nella vita quotidiana.

L’importanza del tema dei giovani nel CAI è confermata dalla presenza al Congresso del Presidente generale del CAI, che osserva: “Da sempre il CAI guarda ai più giovani proponendo loro un progetto educativo e formativo che abbia come riferimento la montagna e la dimensione culturale del Sodalizio. Oggi più che mai dobbiamo raccogliere il suggerimento di Alberto Meschiari di non limitarci a cercare di dare risposta alla domanda “quale montagna lasceremo alle prossime generazioni?”, per rivolgere, invece, il nostro impegno a dare concreto riscontro, in una prospettiva tutta nuova, all’interrogativo “quali generazioni vogliamo lasciare in eredità alla montagna?”.

“I giovani e il loro sempre maggior coinvolgimento all’interno del CAI sono temi di grande attualità in questoCAI giovanile momento all’interno del Sodalizio”, afferma il Presidente della Commissione centrale alpinismo giovanile del CAI Diego Leofante. “In questo congresso vogliamo discutere dell’ipotesi di un ripensamento del modello organizzativo già a partire dai corsi per i bambini più piccoli, con una conseguente modifica della formazione degli Accompagnatori, al fine di raggiungere questo obiettivo. Vogliamo rinnovare il linguaggio della proposta educativa rivolta ai giovani con lo sguardo rivolto al futuro, individuando quali siano le sfide più grandi da raccogliere”.

Tra i temi all’ordine del giorno anche il modo per facilitare la permanenza all’interno del CAI dei ragazzi una volta superati i 18 anni.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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