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Monno, Valle Camonica, Brescia. “Ca’Mon – Centro di comunità per l’arte e l’artigianato di montagna” inaugura sabato 17 luglio, Ca’Mon è il suo nome perché traduce tutte le aspirazioni del Centro: essere la casa dei Monnesi, essere un punto di riferimento per la Valle Camonica, essere una residenza internazionale in grado di accogliere artisti e artigiani che desiderano interrogarsi sui saperi antichi e nuovi della montagna.

Ca’Mon ha trovato casa nell’edificio dell’ex asilo del piccolo centro dell’Alta Valle Camonica, da tempo inutilizzato e che ora riprende una nuova vita. Ca’Mon sarà un centro di scambio tra saperi intellettuali e saperi manuali: saranno ospitati in residenza artisti, designer e più in generale autori e ricercatori per attivare un confronto con il territorio.

Ca’Mon sarà un luogo di formazione, dotato di spazi adibiti a laboratorio dove lavoreranno professionisti di vari ambiti nel confronto con i giovani della valle che avranno voglia di conoscere e imparare. Ca’Mon sarà un luogo di aggregazione aperto a tutta la comunità di Monno, e non solo, dove si potranno condividere esperienze e cementare relazioni attraverso il “fare”.

L’artista Stefano Boccalini, già protagonista di vari progetti a Monno, tra cui il progetto “La Ragione nelle mani con il quale ha vinto il bando “Italian Council” del Ministero della Cultura, è stato individuato quale direttore artistico di Ca’Mon con il compito di elaborarne il programma culturale e coordinarne le attività.

Perché Monno? Da anni, a partire dal 2011, Monno è stato al centro di una serie di azioni artistiche sostenute dal Distretto Culturale di Valle Camonica nell’ambito della rassegna di arte contemporanea “aperto_art on the border” che, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e le varie espressioni di questa comunità, hanno permesso di riscoprire saperi e pratiche sociali un tempo molto diffuse, ma negli anni rimaste “nascoste” nelle pieghe del contesto domestico e privato.

Come ad esempio la tessitura dei pezzotti, pratica artigianale secolare tipicamente femminile legata alla realizzazione di tappeti di medie e piccole dimensioni realizzati con materiali di recupero, e diffusissima fino a pochi decenni fa a integrazione del reddito sempre insufficiente dell’economia contadina; la lavorazione e l’intreccio del legno, una pratica comune in questo caso a tutta la Valle Camonica, e legata alla produzione di manufatti funzionali al lavoro tradizionale nei campi (in primis cesti e cestini, ma anche graticci, recinzioni, ecc…); o ancora tutte le attività che possiamo collegare alla lavorazione della lana (alla radice di antiche tradizioni che collegano il territorio alla pastorizia) così come a quella di filati vegetali tipicamente contadini, come canapa e lino, protagonisti di una recente reintroduzione sperimentale nel ciclo dell’agricoltura monnese. La tessitura dei pezzotti, a Monno, lavorazione ed intreccio del legno.

Il risultato di tutto questo lavoro non è rappresentato solamente dalle opere ma anche dal processo che ha portato alla loro costruzione, un processo che ha rimesso in circolo le conoscenze e le pratiche legate alla tradizione di Monno e della Valle con nuove prospettive e consapevolezze.

Nel corso della giornata di inaugurazione, che avrà inizio dalle ore 11, verranno presentati i lavori effettuati sulla struttura e gli esiti dei vari progetti artistici e culturali che hanno animato in questi ultimi mesi la comunità di Monno. Per l’occasione tutto il paese metterà in mostra il suo patrimonio di saperi artigianali e la ricchezza della sua tradizione agricola, rurale ed enogastronomica.