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Reggio Emilia – Tradizione, musica, arte e passione secolari prendono vita durante una giornata unica nel suo genere. Una giornata scandita dal suono delle campane.

L’arte del campanaro è oggi perlopiù sconosciuta… così come la sua figura spesso avvolta nel mistero o deviata da immagini stereotipate che ci arrivano dai rari spezzoni cinematografici sul tema (chi non pensa subito al celebre episodio in cui Don Camillo si improvvisa campanaro per ridurre al silenzio il comizio di Peppone?): è difficile, quindi, immaginare che, ad eseguire una suonata solenne, possono essere addirittura squadre di dodici o quattordici campanari!

Essere campanaro significa infatti anzitutto saper fare gioco di squadra… abilità indispensabile, se consideriamo che i bronzi che vengono abilmente fatti volteggiare dai tiratori superano spesso la tonnellata di peso.

Le tecniche di suono emiliano-romagnolo, quasi come un dialetto tramandato ormai da pochi, raccontano da un punto di vista inusuale e sconosciuto quanto sia unica di quella terra.

campanari reggiani @Unione Campanari reggiani

In occasione della Sagra della Madonna della Ghiara si sfidano quindi i campanari di tutta la Regione Emilia-Romagna: Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei, Gruppo Campanari Fontanaluccia, Campanari Ferraresi, Unione Campanari Modenesi e Unione Campanari Bolognesi.

Nell’esecuzione in piazza dei maestri campanari si potranno mettere tradizione e tecniche a confronto.
Nel Battistero  di Reggio Emilia una mostra  sull’arte del suono ci condurrà in un mondo ai più sconosciuto.

Durante la giornata si esibiranno anche allievi della scuola di Unione Campanari Reggiani.

“Tra le fila dell’Unione Campanari Reggiani” spiegano i docenti, ” c’è posto per chiunque desideri approcciarsi a questa vera e propria arte, che viene pazientemente tramandata di generazione in generazione. Non è raro, infatti, veder suonare fianco a fianco padri e figli, in una continuità di intenti che non è solo proclamata, ma concretizzata quotidianamente.

La formazione delle nuove leve è curata in modo particolare, con una vera e propria scuola, volta a trasmettere sia i fondamenti teorici della tradizione reggiana, che la tecnica di suono. Il tutto non può che svolgersi in aule molto… particolari: ovvero i campanili!”

L’Unione Campanari Reggiani collabora strettamente con la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, sia per fornire consulenza tecnico-artistica in merito alla conservazione del patrimonio artistico custodito dalle torri campanarie, che per garantire il suono delle campane in occasione delle celebrazioni liturgiche (ad oggi le campane della Cattedrale di Reggio Emilia sono suonate unicamente a mano).ù

Presta inoltre servizio nella Torre Civica di Reggio Emilia (Torre del Bordello) in occasione di ricorrenze particolari.

 

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