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Quito – Arrivano a decine. Tutti in fila. Molte più donne che uomini, perché sono loro, lassù ai piedi dei vulcani e fra le nuvole che attraversano veloci il continente sudamericano, che reggono le sorti di famiglie ancora legate ad antiche tradizioni e alle proprie terre. Gli uomini, moltissimi, lasciano le comunità per andare a lavorare nella capitale mentre altri cercano fortuna negli Stati Uniti e in Europa.
Queste donne andine hanno lo sguardo profondo e dignitoso di chi vive con il sudore della propria fronte. La maggior parte di loro guadagna meno di due dollari al giorno, ma ha nel cuore la forza e la speranza di crescere, cambiare, sottrarsi alla miseria. Senza scorciatoie. Con il proprio lavoro, nei campi e nelle case. Nell’agricoltura e con lavori di artigianato.. Vestono gonne azzurre, rosse, verdi dal bordo ricamato, scialli pesanti sulle spalle, collane dorate al collo, camicie bianche ricamate, il cappello in testa per ripararsi dal forte sole ecuatoriano che a tremila metri d’altezza brucia e confonde.

Queste donne e questi uomini arrivano da tutto l’Ecuador, ma in particolare dal Paramo, l’altipiano che dal nord al sud attraversa il paese, dove si vive e si lavora sempre al di sopra dei 3000 metri. Hanno viaggiato su bus scassati e camionette. Alcuni ci hanno impiegato un giorno intero per poter raggiungere Quito: la Panamericana, la grande strada asfaltata che attraversa il Sud America sulla parte occidentale, non tocca i villaggi delle Ande. Da lì bisogna prima percorrere sentieri accidentati, i più fortunati in groppa ai muli, tutti gli altri a piedi. Ore di cammino per poi prendere strade sterrate, piene di buchi e sassi e infine immettersi nella Panamericana e da qui arrivare a Quito.

Sono quasi 150 le organizzazioni e le comunità di campesinos che sono arrivate a Quito per partecipare al convegno internazionale “Incontro Italia-Spagna-Ecuador. Costruiamo alleanze per sviluppare le finanze locali” che si apre oggi nella capitale ecuatoriana, nell’aula magna dell’Università pontificia Cattolica dell’Ecuador, e che è stato voluto dalla Federazione italiana di Banche di credito cooperativo e da Cassa Padana, bcc di Leno (Brescia), in collaborazione con il Feep, Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio (la più grande Ong presente nel paese andino) e Codeasarrollo, una nuova realtà bancaria ecuatoriana che poggia su circa 800 casse rurali (formali e non) e che nelle comunità campesine eroga crediti di piccolissime e medie entità.

Sono queste comunità – che saranno affiancate da compagneros giunti da Perù, Bolivia, Costa Rica, Messico – le vere protagoniste di queste due giornate di lavoro alle quali partecipa una numerosa delegazione italiana guidata dal presidente di Federasse, Alessandro Azzi, e da Luigi Pettinati, direttore di Cassa Padana: i primi a credere nel progetto di “microfinanza campesina”, avviato nel 2001 in collaborazione con Feep e Codesarrollo, con l’obiettivo di costruire insieme un coraggioso sistema finanziario etico alternativo ai canali tradizionali e soprattutto in grado di erogare crediti – anche minimi .- in quei luoghi e villaggi dove nessun altro arriva. Un sistema capace di dare nuove speranze di sviluppo alle popolazioni indigene dell’Ecuador e a trattenere in loco la sia pur esigua ricchezza prodotta. Impedire che i flussi economici vadano dal campo alla città, dalla periferia al centro, dal piccolo al grande, dai poveri ai ricchi.

Al convegno, che si chiuderà domani con una “Dichiarazione di Quito”, che rilancerà il progetto e vedrà nuove alleanze con i medesimi obiettivi, partecipano anche rappresentanti di Banca d’Italia, Bancos dell’Ecuador, Ministero degli Affari Esteri e della Conferenza episcopale ecuatoriana e italiana.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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