giovedì 20 Gennaio 2022

Canale: Storie e misteri

Fine d’anno di tanti anni fa nel Lombardo Veneto

La recita di “Ave Marie”, per scongiurare la venuta di Giuseppe Garibaldi. C’era la neve, alla fine di quell’anno, ed, attorno a tale contorno innevato, il giornale era stato pubblicato con alcune tracce allusive di Garibaldi che, con l’ormai avvenuto scalzare degli austriaci, era, invece, arrivato anche nel bresciano.

1889: il parroco mancato del Berlinghetto

L'indicazione che testimonia metaforicamente, grazie ad un adagio bresciano che tuttora sopravvive, il popolare "farselo scolpire nel marmo", al fine di riuscire ad ottenere ciò che si vuole, si ispirava ad una ricostruzione di ciò che pare sia avvenuto a Berlinghetto verso la fine dell'Ottocento dove tutta una comunità, in attesa di avere un parroco tutto proprio, aveva, invece, trovato del tutto disattesa tale caldeggiata speranza che, nel tempo da allora a venire, sarebbe stata, ancora ed a lungo, lasciata sospesa.

Brescia, il murales di vicolo Diagonale

Si chiama vicolo Diagonale, al Carmine, storico quartiere di Brescia, legato ad un radicato retaggio popolare, la mano artistica vi ha realizzato sul posto un chiaro esempio di quella che, oggigiorno, si usa chiamare “street art”, “arte di strada”.

Nel nome di Santa Lucia

“Santa Lucia”: anche nel 1890, quando una serie di contributi giornalistici, riguardo questa antica ricorrenza, dedicata alla martire cristiana, ne contestualizzavano la corrispondenza a vari livelli della società bresciana. Per i bambini, ma...

Curiosità / Il caffè dell’Ottocento

Un interessante articolo di curiosità storica sul consumo e costo del caffè nell'Ottocento, come attestato da “La Gazzetta Privilegiata di Brescia” dell’11 agosto 1844, che facendo riferimento ad una statistica pubblicata su “Le Globe” aveva veicolato tra le proprie pagine il totale ammontante della produzione mondiale esprimendola in quella stima che al tempo era pari al valore di 459 milioni di sterline odierne.

Cappucci o sacchetti?

Alla periferia di Verona si ergono all’esterno dell’ambiente, vocato all’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, due enormi sculture a foggia di sacchetto, rovesciato con l'apertura verso il basso, a rappresentare una sorta di cappuccio con fori.

Quando il principe Gonzaga andava alla ricerca di minerali

Il duca di Mantova, reputava non sconveniente a prima vista un investimento nel bresciano, valutandole come zona non troppo lontana. L’obiettivo era di sfruttare i giacimenti naturali di alcuni luoghi mirati per ricavare, dalle miniere del territorio, tutto ciò che serviva d’equipaggiamento ai propri armati.

Brescia, gli anni Trenta e le multe

Già allora, nella somma dei mezzi a motore ben diversa rispetto a quanti sono ora in circolazione, c’era da poter prendere atto che il traffico delle grandi città è sempre stato un problema. Un interessante articolo che si configura come un contributo sul tema della viabilità dell’epoca.

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