domenica 29 Marzo 2020

Canale: Storie e misteri

Il ciclone di Lonato

"Non rimane che il triste ricordo di sì tremenda sventura": frase emblematicamente ancora attuale anche se letta a distanza di oltre un secolo da quando la si leggeva pubblicata sull'edizione di lunedì 17 maggio 1886 del quotidiano "La Provincia di Brescia" a proposito di un avvenimento di cui tuttora si può trarre la medesima considerazione, a sommaria conclusione. L'allusione è al ciclone di Lonato.

Maliarde e fantasmi del 600 bresciano

“Diario bresciano” o “Diario dei Bianchi”: Un antico manoscritto, passato da padre in figlio, nell’arco di più generazioni, riferisce alcuni particolari aneddoti vissuti dai contemporanei di quella somma di epoche nelle quali è stato progressivamente redatto da parte dei rispettivi suoi estensori.

La benefica carrozza di Chiari

Chiari, a beneficio dell’ospedale che già anticamente contraddistingueva la propria cittadina, aveva ricevuto in dono una carrozza per il trasporto degli ammalati, mezzo non scontato in quei tempi grami: siamo nella prima metà dell'800.

La Vittoria alata: ieri e oggi

Un bel articolo di curiosità storica che si lega agli odierni provvedimenti conservativi dedicati alla nota statua "Vittoria Alata", nel senso che c'è un restauro in atto, al termine del quale la statua dovrebbe ritornare visitabile nella medesima città di Brescia dove si concentrava l'attenzione di un giornale torinese nel 1860 a motivo di questa sua perenne attrattiva.

Nella ruota del tempo un serie di eventi sorprendenti

Un bel articolo di curiosità riguardo alcune stranezze estratte dalla cronaca locale degli anni Cinquanta. Alcuni esempi: "Con l’unico dente si morde la lingua e muore dissanguato”; “Grave infortunio d’un contadino. Con l’addome perforato dalla cornata di un bue"; “Esce dall’ospedale, viene investito, ritorna in corsia.

Aerei in picchiata sugli anni ’50

Aerei in caduta libera. Due volte nel 1955, schiantandosi nel territorio bresciano. Quelli di Ghedi, si precisava, in quei giorni, scrivendo, fra le pagine di cronaca, a proposito del noto aeroporto militare.

Leno, tracce del mezzo secolo scorso

Leno (Brescia) - Un modo di venirne a capo, era quello di scrivere al proprio quotidiano. Correvano gli anni '50, al centro dello scritto, era Castelletto di Leno, alla ricerca di un servizio di pubblica necessità: si trattava del poter contare o meno, sul posto, della disponibilità di un medico.

Ospedali di oggi nel solco di quelli di un tempo

Quelli dominanti ed i loro satelliti. L’allora ospedale maggiore di Brescia, ora Spedali Civili e le altre realtà ospedaliere presenti, invece, in provincia, come quella di Leno. Sergio Onger, presidente dell’Ateneo di Brescia, spiega l’assetto pregresso della rete dei luoghi di ricovero e di cura, sparsi fra capoluogo e territorio bresciano, nel rispettivo avvicendarsi dell’epoca napoleonica, asburgica e sabauda.

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