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Cannes – Si è conclusa la 69ª edizione del Festival del cinema di Cannes con un verdetto sorprendente. La giuria, presieduta dal regista australiano George Miller, assegna la Palma d’oro per il miglior film a “I, Daniel Blake“, diretto dall’ottantenne regista britannico Ken Loach, che rivince l’ambito premio a dieci anni di distanza da “Il vento accarezza l’erba“.

Il regista, ha ricevuto una vera e propria standing ovation e ha poi rivolto a tutta la sua troupe e a tutti i lavoratori a Cannes, un invito: “Restate forti, perché il festival è importante per il futuro del cinema. Ricevere questo premio in questa situazione storica è molto importante. Non dobbiamo dimenticare le storie dei personaggi che hanno ispirato il film. Ci troviamo in un mondo pericoloso dove il neoliberismo rischia di ridurre in miseria migliaia di persone. Il cinema è portatore di tante tradizioni, e fra questa c’è la protesta del popolo contro i potenti. Non solo un altro mondo è possibile ma è necessario“.

Brevemente la trama. Daniel, per la prima volta nella sua vita è costretto a chiedere un sussidio statale in seguito a una grave crisi cardiaca. Il suo medico gli ha proibito di lavorare, ma a causa di incredibili incongruenze burocratiche si trova nell’assurda condizione di dover comunque cercare lavoro, pena una severa sanzione, mentre aspetta che venga approvata la sua richiesta di indennità per malattia. Durante una delle sue visite regolari al centro per l’impiego, incontra Katie, giovane madre single di due figli piccoli che non riesce a trovare lavoro. Entrambi stretti nella morsa delle aberrazioni amministrative della Gran Bretagna di oggi, stringono un legame di amicizia speciale, cercando come possono di aiutarsi e darsi coraggio mentre tutto sembra beffardamente complicato.

Il Gran Premio del festival è andato a “Just la fin du monde del 27enne regista canadese Xavier Dolan (dal più vecchio al più giovane), alla sua prima produzione importante con un supercast di attori: Gaspard Ulliel, Nathalie Baye, Vincent Cassel, Marion Cotillard e Léa Seydoux. Il Gran Premio della giuria è andato a “American Honey” della regista britannica Andrea Arnold, mentre Cristian Mungiu per “Bacalaureat” e Olivier Assayas per “Personal Shopper“, si sono aggiudicati ex-aequo il premio per la miglior regia.

Il riconoscimento come miglior attore è andato a Shahab Hosseini per l’interpretazione di “The Salesman” dell’iraniano Asghar Farhadi, film è liberamente ispirato a Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, mentre quello come miglior attrice è andato a Jaclyn Jose per “Ma’ Rosa” del regista filippino Brillante Mendoza.

La Palma d’oro come miglior cortometraggio è andata a “Timecode“, del regista spagnolo Juanjo Gimenez. Il Prix du Scenario per la miglior sceneggiatura al regista iraniano Asghar Farhadi per “The Salesman”. Il premio Camera d’Oro per la miglior opera prima è stato assegnato a “Divines” della francese Houda Benyamina.

Quest’anno gli italiani sono rimasti a bocca asciutta. Nessun film era presente nel concorso principale. Erano presenti invece nelle altre sezioni senza però aggiudicarsi nessun riconoscimento. Un tris d’assi nella Quinzane des Realisateurs: “Fai bei sogni” di Marco Bellocchio, tratto dal romanzo best-seller di Massimo Gramellini; “La pazza gioia” di Paolo Virzì, con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi; “Fiore” del giovane Claudio Genovesi. Mentre nella sezione Un Certain Regard c’era il regista Stefano Mordini con “Pericle Nero”, con protagonista Riccardo Scamarcio.

Di seguito i maggior riconoscimenti:

  • Palma d’oro al miglior film: “I, Daniel Blake” di Ken Loach
  • Gran Premio della Giuria: Just la fin du monde” di Xavier Dolan
  • Premio della giuria: “American Honey” di britannica Andrea Arnold,
  • Miglior attrice:  Jaclyn Jose per “Ma’ Rosa
  • Miglior attore: Shahab Hosseini per “The Salesman
  • Miglior regia: Cristian Mungiu per “Bacalaureat” e Olivier Assayas per “Personal Shopper
  • Miglior sceneggiatura: Asghar Farhadi per “The Salesman“.
  • Camera d’oro per la miglior opera prima:  “Divines” della francese Houda Benyamina.
  • Palma d’oro per il miglior cortometraggio: “Timecode“, del regista spagnolo Juanjo Gimenez.
  • Menzione Speciale a “The Girl Who Danced with the Devil” di Joao Paulo Miranda Maria.
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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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