Tempo di lettura: 2 minuti

Brescia. Siete alla ricerca di un luogo per un capodanno indimenticabile? Non c’è bisogno di viaggiare in luoghi lontani o esotici, l’occasione per una nottata memorabile è la proposta del museo di Santa Giulia. In occasione della serata dell’ultimo dell’anno Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Comune di Brescia, organizza negli affascinanti ambienti del Museo di Santa Giulia, un capodanno davvero originale. 2

I partecipanti potranno viaggiare, a ritroso nel tempo, alla scoperta degli antichi calendari e di come i popoli del passato festeggiavano l’arrivo del nuovo anno, con quali rituali e del perché essi fossero diversi l’uno dall’altro.  Un’esperienza inconsueta, dedicata ad un massimo di cento persone prenotate, per trascorrere festosamente, insieme ai propri cari e agli amici, la serata che segna il passaggio dal vecchio al nuovo anno, per festeggiare divertendosi, legando cultura e convivialità.capodanno

Il programma prevede un itinerario scandito da soste in cui immergersi nell’atmosfera di riti e feste antiche, evocati da letture e narrazioni, sollecitate dai preziosi materiali esposti o dalle stesse mura del monastero dense di storia. Il percorso si snoda dalla penombra delle sale che custodiscono le testimonianze celtiche e romane, alla suggestione della cripta longobarda, fino agli ambienti dedicati all’epoca rinascimentale.
Ma non si tratta di nutrimento solo dello spirito: durante il percorso, nel corso delle diverse tappe, sarà proposta una cena inusuale, itinerante e con cibi e bevande ispirati alle abitudini culinarie di età antica, dal popolo germanico a quello  romano. Poi, al momento dell’avvicinarsi del nuovo anno brindisi finale e sorprese per tutti.capodanno

Unico in Italia e in Europa per concezione espositiva e per sede, il Museo della città, allestito in un complesso monastico di origine longobarda, consente un viaggio attraverso la storia, l’arte e la spiritualità di Brescia dall’età preistorica ad oggi in un’area espositiva di circa 14.000 metri quadrati. Monastero femminile di regola benedettina, fatto erigere dall’ ultimo re longobardo Desiderio e dalla moglie Ansa nel 753 d.C., San Salvatore – Santa Giulia ricoprì un ruolo di primo piano – religioso, politico ed economico – anche dopo la sconfitta inferta ai Longobardi da Carlo Magno.

La tradizione, ripresa dal Manzoni nell’Adelchi, vuole che in Santa Giulia si consumasse la drammatica vicenda di Ermengarda, figlia del re Desiderio e sposa ripudiata dell’imperatore franco. Luogo di memorie storiche stratificate nel corso dei secoli e fonte continua di sorprendenti scoperte, il complesso monastico è un intreccio visibile di epoche.

 

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *