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Cremona. Un attimo prima ho la percezione di essere distante e vedere l’opera nel suo complesso. Un attimo dopo, concentrandomi su un particolare, è come se esso non fosse così lontano come appariva e mi venga svelato in tutta la sua chiarezza, quasi come se fosse in sovrimpressione.

San Francesco in Meditazione” attende il pubblico nella sala del Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona in occasione dell’evento “Riscopri Caravaggio”.

Il dipinto, finalmente ritornato a casa, è stato oggetto di un importante restauro a cura di Mariarita Signorini, che ha permesso di rendere finalmente merito alla straordinaria pittura del Caravaggio, grazie all’azione di una profonda pulitura del dipinto, mediante la rimozione di sovrammissioni e vecchi ritocchi che rendevano illeggibili la vegetazione e gran parte dei passaggi tonali.

L’obiettivo di tale incontro è la presentazione di uno strumento innovativo, che aiuterà il visitatore a riscoprire particolari inediti del dipinto, riemersi grazie al restauro effettuato.

Vengo introdotta nelle sale del Museo dal referente dell’ufficio eventi e manifestazioni del Comune di Cremona Elio Conzadori, che gentilmente mi fa strada verso la destinazione, offrendomi la preziosa opportunità di un contatto diretto con i progettisti di questo nuovo strumento.

salone
Sala del Museo Civico “Ala Ponzone” che ospita il capolavoro di Caravaggio

Nel salone destinato alla conferenza, non ancora gremito, ho l’occasione di scambiare due parole con Luigi Percuoco, il Direttore tecnico di Art-Glass, l’impresa progettatrice di questo innovativo apparecchio. Lo strumento consta di un occhiale 3D e di una parte hardware ad esso collegata, per osservare l’oggetto di studio in Realtà Aumentata. Ciò permette l’arricchimento della percezione sensoriale con informazioni aggiuntive non rilevabili attraverso l’osservazione diretta.

Comprendo che la volontà di riscoperta è proprio il motore che deve spingere il pubblico a voler provare questa novità, unitamente ad un pizzico di curiosità.

occhiali
Occhiali Art-Glass

Percuoco mi spiega come è nato il progetto di questi occhiali e come è stato sviluppato. “L’idea è nata circa due anni fa, coniugando un’anima editoriale, quella del mio socio, e una più tecnologica, la mia, che ha generato queste esperienze immersive fatte in modo molto naturale, infatti gli occhiali di per se si indossano in modo molto naturale, si adattano perfettamente, capiscono i movimenti del visitatore, come e cosa guarda, come si muove all’interno dello spazio. Da ciò proiettano delle informazioni coerenti con quello che si sta guardando. Nel caso specifico guardando il Caravaggio verranno svelati dei segreti del dipinto e particolari inediti che sono venuti fuori grazie al restauro”.

La vera innovazione si concretizza nell’applicazione di questo nuovo paradigma ad opere artistiche e non solo.

Quando prima si credeva di conoscere in ogni millimetro un opera d’arte, ad esempio, ora questo metodo fa comprendere quanto si fosse ben lungi dal conoscerla così profondamente quanto si pensava.

Nel caso specifico del “San Francesco in Meditazione”, questo apparecchio ha permesso di riportare alla luce dei particolari, che altrimenti “non sarebbero assolutamente visibili ad occhio nudo, come ad esempio il cordone del saio da Frate di San Francesco”, spiega Percuoco. Quindi è stato possibile vedere il cordone nel suo complesso ma non solo: sono risultati visibili anche i tre nodi distintivi dell’ordine dei Frati, simboleggianti i tre voti della Professione Religiosa: Obbedienza, Castità e Povertà.

 “Gli occhiali li facciamo personalizzare da fabbriche apposite che producono la componente hardware. Le lenti sono trasparenti ma dentro hanno tantissimi sensori che capiscono il movimento del visitatore, captano cosa guarda e come si muove e hanno un sistema intelligente da noi brevettato, caricato all’interno degli occhiali, in modo da guidare chi li indossa. Sono perfettamente indossabili da chiunque”.

Finalmente ho il piacere di provare personalmente questo apparecchio, che veste come un comune occhiale. Mi dirigo verso una saletta attigua e vedo il famoso dipinto.

L’occhiale fa da tramite tra il mio occhio e l’opera d’arte, dando vita a una sorta di profondità non percepibile ad occhio nudo. Vengo colpita da una proiezione che sembra quasi olografica, mentre l’occhiale interattivo, mediante gli auricolari ad esso collegati, racconta la storia del quadro e le recenti scoperte fatte per merito di questo ingegnoso metodo.

È un’esperienza unica. Un attimo prima ho la percezione di essere distante e vedere l’opera nel suo complesso, e un attimo dopo, concentrandomi su un particolare, è come se esso non fosse così lontano come appariva e mi venga svelato in tutta la sua chiarezza, quasi come se fosse in sovrimpressione.

Al termine della sperimentazione, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti prende la parola, esponendo le sue sensazioni personali in merito a questa esperienza, invitando chi non avesse ancora provato l’occhiale a non perdersi questa esperienza sensoriale.

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Il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti

Riscoprire la nostra storia oggi è fondamentale e questo nell’opera di Caravaggio emerge con una forza straordinaria. Se una persona guarda il Caravaggio rivede le proprie emozioni, le proprie passioni, le proprie angosce e le rivede con uno slancio di spiritualità che è proprio di quell’epoca. Stiamo oggi guardando qualcosa di più del nostro Caravaggio, stiamo guardando un pezzo della storia del nostro paese, e la dobbiamo guardare con occhi nuovi, perché abbiamo bisogno di raccontare la storia dell’umanità mediante linguaggi nuovi che permettano a tutti noi di riaccostarci a un patrimonio culturale grande, con una logica di passione ed entusiasmo”.

È la volta dell’Amministratore Generale di Art-Glass Antonio Scudieri: “La nostra azienda vuole offrire un’esperienza nuova. I nostri dispositivi di Realtà Aumentata sono dei visori, con dei sensori che li rendono capaci di riconoscere ciò che state guardando”.

Infine la parola passa a Mariarita Signorini, restauratrice per le Soprintendenze della Toscana: “Credo moltissimo in questa tecnologia che riesce davvero a parlare al posto nostro e a diffondere la conoscenza così come noi la pensiamo, in quanto quello che posso comunicarti io personalmente in merito a un restauro che ho fatto è diverso da quello che può dirti una qualsiasi guida”.

L’applicazione di questo nuovo paradigma al mondo dell’arte e della cultura rappresenta una pietra angolare in grado di unire l’enorme patrimonio culturale italiano e l’utenza, in un racconto dal vivo della cultura e dell’arte estremamente coinvolgente.

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