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Quito-Ecuador, martedì 7 agosto 2001
Cari amici, Siamo contenti di ricevervi in Ecuador. Ci sembra che il Signore ci ha fatto un grande regalo quando ha permeso che il Direttore della Cassa Padana ascoltasse con attenzione quello che gli ho raccontato sul nostro lavoro e sulle nostre necesità.

In realtà siamo molto contenti e riconoscenti perché abbiamo incontrato cuori, menti e porte aperte alla solidarietà. Io spero che per tutti voi il viaggio in Ecuador sia una occasione di arricchimento personale. Potrete conoscere un paese ricco di cultura, gente buona e pacifica. Potrete vedere che è possibile essere felici, nonostante la povertà. Sentirete lo spirito di accoglienza e condivisione di chi spera, lavora e soffre per costruire un futuro più giusto per tutti.

Vorrei chiedervi di prepararvi a questo incontro documentandovi sulla nostra realtà, imparando qualche parolina di spagnolo e portando qualcosa di vostro per i poveri che incontrerete. Voi sapete che le compagnie aeree adesso ammettono per ogni passegero due valigie che possono pesare fino a 32 chili l’una. Cercate di riempirle con qualcosa di utile: medicine, vestiti anche usati per bambini e bambine, strumenti di lavoro, oggetti di cancelleria, ecc.

Voi stessi potrete consegnare queste cose a chi ne ha bisogno. Quito si trova a 2’800 metri di altezza sul livello del mare. Non ci sono pericoli per la salute, con un minimo di precauzione. Il clima è primaverile, ma andremo anche in posti freddi. Quindi è bene che vi portiate un maglione e una giacca a vento. Al signor Direttore della Cassa Padana, per mezzo di Stefano, ho già mandato una proposta di massima per le vostre attività qui in Ecuador.

Mi pare che ci sarà molto da fare, ma non mancherà il tempo per conoceré la bellezza e ricchezza umana di questo paese. Faremo il possibile per rendere utile e gradevole la vostra permanenza. Ci sarà da fare qualche piccolo sacrificio, perché qui non c’è tutto il benessere che avete in Italia. Anche questo vi aiuterà a riscoprire valori che in mezo all’abbondanza si rischia di perdere.

Vi auguro buon viaggio,

Saluti cordiali
Giuseppe Tonello, direttore Fepp

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