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Milano – La professoressa Carla Maria Burri è tornata tra i banchi dell’università. Si è svolto presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi il convegno “Dalla Statale al Cairo: Carla Maria Burri e la sua raccolta di antichità egiziane”, organizzato dal Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell’Università degli Studi di Milano e patrocinato dall’Istituto Italiano di Cultura del Cairo. L’incontro è stato organizzato dal professor Christian Orsenigo, egittologo e ricercatore presso l’Università milanese, per ricordare la figura della celebre egittologa cremasca, donna di grande cultura e forte personalità, figura di spicco nel panorama culturale cremasco e nazionale.

L’incontro si è articolato attraverso numerosi interventi di studiosi ed esperti specializzati in ambito archeologico, storico e filologico, che hanno illustrato il percorso di studi della celebre egittologa (in allegato il programma). Durante il convegno sono stati presentati i risultati degli studi effettuati sulla collezione donata al Museo Civico di Crema e del Cremasco, che nel mese di ottobre saranno raccolti e pubblicati in un catalogo. La collezione Burri è un lascito prezioso che ancora oggi riscuote l’attenzione e l’interesse da parte di studiosi di fama nazionale ed internazionale, come ricordato dal sindaco di Crema Stefania Bonaldi e dalla professoressa Daniela Gallo Carrabba, presidente dell’Associazione Carla Maria Burri di Crema, presenti alla conferenza.

Tra i relatori, anche la responsabile del Museo Civico di Crema e del Cremasco Francesca Moruzzi, che ha illustrato il lavoro svolto ricordando l’importanza di valorizzare la memoria storica attraverso l’integrazione di conoscenze e competenze differenti, in cui la partecipazione civica gioca un ruolo fondamentale per il recupero e la conservazione delle fonti. Il Museo è da sempre il bacino naturale di raccolta di oggetti e opere significative appartenenti alla comunità, spesso donate da cittadini privati intenzionati a consegnare alla memoria storica cremasca.

In particolare, la collezione di antichità egizie ed ellenico-romane donata dall’egittologa cremasca ha offerto l’opportunità di promuovere la ricerca presso il polo museale locale, mettendo a fattor comune le competenze investite dagli esperti di egittologia dell’Università Statale di Milano, le competenze archeologiche e linguistiche offerte dall’Università Orientale di Napoli e quelle tecnico-scientifiche del Politecnico e dell’università degli studi Milano Bicocca, il tutto sotto la supervisione dei funzionari della Soprintendenza archeologica.

Un percorso complesso, iniziato con lo studio di reperti e finalizzato all’allestimento di una sezione intitolata all’egittologa cremasca, che per decenni è stata punto di riferimento dell’Istituto Italiano di Cultura de Il Cairo.

Carla Maria Burri (1935- 2009) nasce a Crema, dove svolge gli studi superiori e dedica i primi anni all’insegnamento presso il Liceo Ginnasio “A.Racchetti” e al liceo scientifico “Da Vinci”. Nei primi anni di attività partecipa alla fondazione del Museo civico, svolgendo attività di catalogazione e schedatura dei reperti museali. Nel 1964 si sposta in Egitto in qualità di addetta culturale presso l’Ambasciata d’Italia al Cairo, dove rimane fino al 1981. In quel periodo interviene in diverse occasioni a favore dei rapporti tra Italia ed Egitto, contribuendo alla messa in sicurezza dei templi di Abu Simbel grazie all’intervento di missioni archeologiche italiane.

Nel 1981 si trasferisce a Lubiana e cinque anni più tardi ad Atene, dove viene scelta come direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, ruolo che ricoprirà anche al Cairo dal 1993 al 1999. Nel 2003 viene nominata Commissario generale per le iniziative tra Italia ed Egitto, ruolo che ben racchiude l’intensa attività di mediatrice culturale tra i due Paesi, premiata nel 2008 riceve dal presidente della Repubblica la nomina a “commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia”, onorificenza riservata agli italiani all’estero o agli stranieri che hanno partecipato alla ricostruzione del Paese nel secondo dopoguerra. Come specificato nel suo testamento, Carla Burri lascia alla sua città la preziosa collezione di antichità egizie su cui ha lavorato nel corso della propria vita, ancora oggi oggetto di studio.

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