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Caro poeta, questo l’ho scritto dopo il mio primo grande dolore. Ti piace? Un bacione!

Dopo la morte di mio nonno avevo una sofferenza incredibile, ma, ascoltate alcune letture, mi sono rassicurata, perché leggendo il termine “nuvole” ho capito che mio nonno non è morto definitivamente, ma è ancora vivo.

Vive una vita in cielo, serena, gioiosa.

A me le nuvole sembrano tante spumette bianche che usa Gesù per togliere l’invidia e l’odio dai nostri cuori già preparati all’amore. Perciò guardando le nuvole penso che siamo sempre un pizzichino più felici.

La primavera ricca di nuvole è come una persona che sveglia tutti per andare a ballare e a cantare, per vivere un momento eccezionale, fantastico. Siamo amici delle nuvole che si spostano, si innalzano, si fermano e si proclamano felici di essere arrivate più belle e leggere. La terra senza le nuvole sarebbe un disastro: niente bambini felici. Un incubo, sarebbe! Che stupefacenti, le nuvole!

Fabrizia Cichetti, Martinsicuro


Risponde Mario Lodi

Cara Fabrizia, mi piace l’idea del nonno che in cielo è felice e perciò ancora vivo. Mia mamma credeva che i morti andassero sulla luna. Ma io sono convinto che ovunque si trovano, desiderano stare ancora con noi, per questo ogni tanto volano giù e ci vengono a trovare. Quando meno te l’aspetti , te li trovi vicino, gli parli, ricordi i momenti passati insieme.

Io penso che i nonni e le persone care fingono di andarsene ma ritornano quando la nostra memoria ricorda il loro viso, le loro voci, i gesti e le parole d’amore. Fin che saremo vivi li avremo vicini e quando sarà la nostra ora, voleremo anche noi sopra le nuvole, ma per ritornare a vivere nel cuore di chi ci ha amato. Ricambio il bacione

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Redazione di Popolis
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