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Ramallah – Con uno stanziamento complessivo superiore ai 20 milioni di euro, messi a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, si è tenuta il 4 novembre a Ramallah la cerimonia di inaugurazione di “Start up Palestine: Strumenti finanziari per aumentare occupazione e generazione di reddito in Palestina”. Il programma, che dovrebbe avere una durata di circa tre anni, vede la collaborazione di tre eccellenze del sistema bancario cooperativo italiano: Cassa Padana, Federcasse – l’istituto centrale delle Banche di Credito Cooperativo – e Banca Etica, in partenariato con l’Autorità Monetaria Palestinese (Pma) e il Ministero delle Finanze dell’Autorità nazionale palestinese (Anp).

Il progetto intende fornire gli strumenti finanziari del micro credito soprattutto a donne, giovani e ai piccoli agricoltori, tra le categorie più afflitte da povertà e disoccupazione nei Territori occupati palestinesi. Come ha spiegato Marco Azzalini, responsabile del progetto per l’ufficio della Cooperazione italiana a Gerusalemme, il programma si muove su due livelli: il primo riguarda i servizi finanziari e non finanziari alle micro e piccole imprese e ai gruppi vulnerabili – in rapporto ai quali sono stati firmati 5 accordi per un valore di 7 milioni di euro – che permetteranno di offrire la linea di credito. Dall’altro lato si sta lavorando con l’Autorità Monetaria Palestinese per introdurre modelli bancari alternativi, tra cui il credito cooperativo.

Sul fronte del rafforzamento di sistemi di risparmio e credito cooperativo già esistenti sta lavorando da tempo Cassa Padana che, dopo un’approfondita valutazione sul campo di 11 cooperative di risparmio e credito della rete Ucasc (Unione delle Associazioni Cooperative di Risparmio e Credito palestinesi), avvenuta a marzo 2014, quest’anno ha inviato in Cisgiordania del proprio personale per erogare due percorsi di formazione tecnica a favore dello staff delle suddette cooperative.Un momento dell'evento del 4 novembre a Ramallah

Parallelamente Banca Etica, in collaborazione con Microfinanza, ha effettuato uno studio sulle possibili procedure per erogare alle stesse cooperative un fondo di capitalizzazione di 3 milioni di euro a valere sul budget del progetto Start Up Palestine.

Federcasse ha invece effettuato un’analisi econometrica sul razionamento del credito in Cisgiordania, che potrebbe essere favorevolmente risolto con l’introduzione di un sistema di banche mutualistiche. Ha collaborato infatti con l’Autorità Monetaria Palestinese per dare suggerimenti sui possibili contenuti della legge sulle banche specializzate, le quali potrebbero mutuare delle caratteristiche del credito cooperativo italiano.


Sul progetto Start Up Palestine hanno lavorato anche la Fondazione Solidarete e Overseas
, le quali hanno avviato 3 progetti per la generazione di reddito a favore di donne socie delle cooperative di risparmio e credito di Ucasc.

All’inaugurazione all’Hotel Gran Park di Ramallah, oltre al Console la Cecilia, erano presenti il governatore dell’Autorità Monetaria Palestinese, Jihad Al Wazir, il Ministro del Lavoro Mamoun Abu Shahla e la Direttrice Generale dell’Ucasc Randa Abed Rabbo.

 

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