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Cassa Padana, a seguito dell’orientamento espresso dai soci il 29 maggio 2016, nel giugno successivo aveva presentato a Banca d’Italia istanza per ottenere la cosiddetta “way out” e mantenere l’autonomia, attraverso la costituzione di una Banca Spa, controllata dalla cooperativa scorporante.

La presentazione dell’istanza di way out non ha impedito alla Cassa di valutare comunque anche tutte le altre opzioni possibili. La Cassa, di fronte a una scelta epocale, ha infatti sentito la responsabilità di dare ai soci una possibilità effettiva di scelta e con il migliore livello di definizione.

Oltre al profondo cambiamento dello scenario di fondo e delle prospettive per il settore del credito, nell’ultimo anno, è intervenuto un fatto innovativo e importante nell’ambito della riforma del credito cooperativo: la definizione e la presentazione del progetto di costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo che fa riferimento a Cassa Centrale Banca.

Un progetto che è determinato a realizzare un Gruppo Bancario Cooperativo forte, efficiente, moderno e a forte impronta cooperativa; un progetto che da un lato si faccia interprete in modo innovativo del cambiamento, dall’altro sostenga e rinforzi Cassa Padana nel suo ruolo di motore e regista nelle comunità locali per promuovere bene comune, coesione sociale, crescita sostenibile, attraverso progettualità efficaci, condivise, sostenibili e che rispondono a bisogni reali.

Un progetto che per la sua valenza e carica innovativa ha raccolto un significativo riscontro all’interno del credito cooperativo nazionale. Ad oggi più di 100 BCC hanno formalmente espresso la volontà di aderirvi.

Per il presidente Vittorio Biemmi “ se l’assemblea del prossimo maggio confermerà l’indicazione, Cassa Padana porterà al nuovo gruppo bancario cooperativo con a capo Cassa Centrale il peso di una storia dove la cooperazione è stata vissuta nei territori in modo serio, originale e concreto nella risposta a tutto tondo ai bisogni della comunità. Spingerà perché queste sue caratteristiche vengano preservate e soprattutto perché l’intero gruppo bancario cooperativo assuma sempre di più questi tratti e valenze identitarie di fondo, secondo noi centrali non solo dal punto di vista dei valori, ma anche da quello imprenditoriale, per la capacità di stare sul mercato e costruire un’offerta realmente distintiva rispetto agli altri.

“Il Consiglio di Amministrazione – continua il presidente – sentiva la forte responsabilità di dover arrivare a sintesi e fare una proposta all’assemblea dei soci che tenesse conto di opportunità, vincoli, prospettive future, ma anche del percorso di mobilitazione avvenuto in questi due anni a difesa del proprio modello di banca a sostegno delle comunità locali”.

“La decisione di Cassa Padana di aderire al nostro progetto – sottolinea Giorgio Fracalossi Presidente di Cassa Centrale Bancarappresenta un’ulteriore testimonianza della validità delle linee di fondo del progetto stesso. Rafforza inoltre la presenza del Gruppo in Lombardia, aggiungendosi alle adesioni già formalizzate della BCC di Brescia, della Banca del Territorio Lombardo, della BCC di Barlassina e della Cassa Rurale di Borgo San Giacomo. Riteniamo che il Gruppo avrà i numeri e la forza per rappresentare un polo di riferimento per il tessuto imprenditoriale lombardo e per rispondere efficientemente alle esigenze della clientela e dei territori”.

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