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Piamborno (Brescia) – Continua il viaggio di Castelli d’Aria, alla scoperta degli antichi e pregevoli Organi custoditi nelle chiese della Valle dei Segni, ideata e diretta dal musicista e organaro Gianluca Chiminelli e realizzata dal Distretto Culturale di Valle Camonica/Comunità Montana di Valle Camonica in collaborazione con le parrocchie e le associazioni del territorio.

Per il terzo appuntamento della rassegna, il graditissimo ritorno di Eugenio Maria Fagiani, uno dei più apprezzati organisti italiani nel mondo, che lo scorso anno ha inaugurato la rassegna suonando per la prima volta dopo i lavori di restauro il prezioso organo «Pedrini» della parrocchiale di Corna di Darfo Boario Terme.

Eugenio Maria Fagiani
Eugenio Maria Fagiani

Sabato 31agosto alle ore 20.45 il noto organista si esibirà nella Chiesa Parrocchiale di Piamborno che ospita un Organo Pedrini del 1930, raro esemplare a trasmissione integralmente pneumatica recentemente restaurato dalla Bottega Organaria di Gianluca Chiminelli.

Da una visita quasi casuale a questo particolare e ormai “raro” strumento, unico per caratteristiche sul nostro territorio, nasce per ferma volontà di Eugenio Maria Fagiani il progetto di incidere qui un lavoro dedicato ad autori italiani del primo ‘900, edito dall’etichetta francese Fugatto, intitolato CÆCILIANA, che sarà presentato al pubblico proprio in occasione di Castelli d’Aria.

Questo progetto, il primo di tre che legano l’Organista della Verna alla casa discografica francese, è dedicato alla musica organistica Italiana scritta intorno al “Motu proprio” emanato da papa Pio X il 22 novembre 1903, uno spartiacque decisivo nella musica liturgica. Col riformare la musica sacra si finì, inevitabilmente, col riformare l’organo a canne e lo strumento di Piamborno ne è esempio eclatante e importante. 
Ecco perché è stato espressamente scelto per realizzare questa incisione.

Il programma che compone il cd contiene musiche di autori notissimi quali Lorenzo Perosi e Luigi Bottazzo e di autori poco noti, ma che alla loro epoca si prodigarono per la riforma musicale in Italia ottenendo successi editoriali con pochi precedenti nella storia della nostra musica.

Un’occasione davvero importante di scoperta e riflessione su autori che, a torto, sono stati letteralmente oscurati dai “grandi” della musica, onnipresenti in quasi tutti i programmi di concerto. 
Pagine ricche di personale carattere. Sarà una piacevolissima sorpresa per molti di noi.

Programma:

Domenico Bellando Marcia Pontificale
(1868-1922) Elegie
Scherzo

Filippo Capocci Canzona
(1840-1911)

Luigi Bottazzo Preludio fugato op. 132a
(1845-1924)

Guglielmo Mattioli Offertorio Pastorale
(1857-1924)

Marco Enrico Bossi  Rédemption op. 104 n° 5
(1861-1925)

Licinio Refice Berceuse
(1883-1954)

Lorenzo Perosi Offertorio: Veni Creator
(1872-1956)

Giuseppe Ferrata Notturno op. 9 n° 2
(1865-1928)

Gaetano Ferdinando Postludio
Foschini
(1836-1908)

 

 

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