Bobbio, Piacenza. Il monaco San Colombano, oltre alla fede, portò l’istinto nomade del pellegrino e le radici celtiche sulle sponde del fiume Trebbia, ancora presenti nella musica e nelle leggende, sicuramente una cosa è certa: il monaco venuto dall’Irlanda un miracolo l’ha fatto: ha creato Bobbio.

Annoverato nei Borghi più Belli d’Italia, Bobbio la Montecassino del nord, ha stimolato la penna di Umberto Eco per “Il nome della rosa” che si è ispirato al suo antico scriptorium del monastero.

Sabato 1 e domenica 2 giugno al Castello Malaspina si svolge Castello in Fiore: mostra di piante e fiori, conferenze, incontri con gli esperti del giardino.

Nell’affascinante cornice del Castello Malaspina Dal Verme di Bobbio, ritorna la manifestazione con una mostra di piante e fiori arricchita da eventi collaterali. Tutti gli appassionati del verde potranno aggirarsi fra le migliori proposte di una qualificata mostra mercato di piante e fiori e partecipare ad incontri, presentazioni di libri e approfondimenti culturali sul tema del giardino. Non mancheranno “Gli artigiani in giardino” che presenteranno le proprie produzioni, le attività per i bambini, musica itinerante con il Gruppo “I Musetta”, mostra personale del pittore Alex Fumagalli.

L’originale profilo contorto del Ponte Gobbo, uno dei simboli del borgo, legato alla leggenda di San Colombano nel suo scontro con Satana, accoglie e dà il benvenuto ai visitatori non meno dell’Abbazia dedicata al santo irlandese, che qui giunse e lasciò un segno indelebile.

Dal ponte Gobbo sulle rapide del Trebbia, si entra nei fasti di un tempo, oltre a ciò che rimane dei codici degli Archivi Bobbiensi, l’abitato conserva il sapore medioevale del proprio borgo, fatto di strette viuzze, case in sasso e palazzetti signorili, cresciuto attorno al monastero, che, assieme ai suggestivi paesaggi naturalistici della vallata, ne fanno una delle principali località di villeggiatura del piacentino. Bobbio si fregia, inoltre, della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.