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Travagliato (Brescia) – Si trovano in evidenza su due vie principali. Per questa loro collocazione, sembrano presidiare un paio di passaggi trafficati, nella direzione di marcia verso il centro abitato. Sono rappresentazioni pittoriche di cavalli. Ciascuna di queste figure si affaccia, a suo modo, sulla pubblica via, nelle libere vedute dove sono ubicate in una rispettiva manifestazione artistica. Si tratta di quei cavalli che sono raffigurati nella soluzione espressiva di una, ormai, tipica contestualizzazione collettiva, sperimentabile in una efficace prospettiva.

A Travagliato, dove puntualmente si svolge l’annuale fiera equestre, ai cavalli spetta anche la visibilità dei dipinti murali realizzati dall’artista locale Mario Emilio Ferrari, pittore appassionato di storia, in particolar modo dell’epoca napoleonica e di quella risorgimentale, al punto da dedicare, alla maggior quantità delle proprie opere, il tema di determinate evocazioni storiche.

Anche in questo caso, su naturale mandato dei committenti, proprietari dei luoghi interessati a questi peculiari abbellimenti, emerge tale famigliarità con una sua spontanea dimestichezza verso i tempi andati. Da essi trapela la trasposizione artistica del capitano di ventura Bartolomeo Colleoni (1395–1475), raffigurato a cavallo: motivo eseguito all’esterno di un edificio affacciato su via Mulini, in una posizione rivolta al rettilineo stradale che discende da Ospitaletto.

Da un altro caso, traspare, invece, analoga mediazione espressiva dedicata, però, ad un cavalleggero piemontese della metà dell’Ottocento che, smontato da sella, fa abbeverare il proprio destriero, in una combinazione figurativa con alcuni elementi riconducibili alla piazza principale del medesimo abitato che appare nel manufatto situato su via Francesco Ziliani.

Pitture effettuate con appositi colori acrilici, adatti per esterni, che, in una scelta compositiva alternativa alla tecnica dell’affresco, costituiscono, nel genere, un’efficacia rappresentativa del tipo di metodica operativa che vi è stata perseguita.

Una scelta che, per ciò che concerne la materia trattata, si situa nella volontà di affermare un diverso ruolo, comunque legato al passato, alle odierne ambientazioni dove è stata eseguita la distinta duplicità di tale lavoro pittorico che, per ciò che attiene via Ziliani, vale a testimonianza allusiva della stazione di posta storicamente attribuita al luogo dove attualmente c’è la “pizzeria Rocca”, strutturandosi, questo esercizio pubblico, nel locale dove le mura stesse denotano una virulenza architettonica d’antiche e di esplicite reminiscenze che, dalla sistemazione attuale, possono di misura, condurre ad una possibile intesa con una pregressa destinazione di altri usi e di differenti incombenze.

Il dipinto, invece, ispirato al capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, è il soggetto che, non solo rimanda a tempi più antichi, rispetto ai giorni della venuta dei piemontesi e dei francesi a Travagliato nel 1859, ma che, in ordine di tempo, è stato realizzato in precedenza.

Tale opera si profila in verticale, su tutta una parete di una dimora privata, nei pressi della rotonda che, in linea con via Pertini e con via del Bassolino, disciplina il traffico su via Mulini, riguardando il lato esposto verso tale arteria stradale, a sua volta, tangente un insediamento edilizio più recente, a differenza dell’altro che è nella zona dislocata sull’antica via per Chiari, come era un tempo chiamata la via Ziliani di oggi, in quella stratificazione di epoche e di altrettante generazioni che risultano in un computo ormai immemore.

Qui, il dipinto di Mario Emilio Ferrari di Travagliato, è sviluppato su una superficie racchiusa in uno spazio rettangolare, compreso in un contorno di contenimento funzionale a farne evidenziare la forma perimetrale, mentre, nell’altro caso, la figura, espressa in una posa spavalda e slanciata, tutta in verticale, è assimilata, attorno alla nettezza dei contorni, da uno sfondo omogeneo che pare offra la base per quella campitura cromatica che le reca un risalto particolare.

Esempi di cavalli in bella vista, sotto gli occhi di tutti, nella fissità di opere visibili quotidianamente, anche quando la fiera “Travagliatocavalli” si approssima alla annuale proposta dell’edizione già attesa che, per la primavera del 2018, è in programma dal 28 aprile al primo maggio, in un circuito d’apprezzate attrattive che anche, al di fuori delle proprie qualificate prerogative, hanno una certa eco di riferimenti con la propria realtà elettiva, sia nell’evidenza di un ciclo scultoreo dedicato al cavallo, come lo si può vedere, in alcune rotonde d’ingresso alla località medesima, come pure nella maggior piazza del centro storico, oltre che nelle concomitanti persistenze di altro genere di manufatti, analogamente presenti, nel territorio circostante alla stessa manifestazione fieristica che è tradizionalmente sviluppata, nei vari livelli d’interesse della composita tradizione equestre.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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