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La pietra squadrata ha in effige un contatto di mani che si amalgama insieme ai contorni contigui dell’ottuplice corona, espressa a definizione della stella stilizzata dove tale stretta umana vi è rappresentata.

Otto le beatitudini, come le punte di tale stella tondeggiante, virtuosa traccia ad indirizzo valoriale che si può enumerare in un elenco di ammaestramenti sulla via della sollecitudine spesa per quella propria crescita personale che non è disgiunta da una riuscita interazione con il prossimo dove tale riverbero ideale vi può risultare speculare.

A volte, basta un basamento marmoreo, per alludere a tutto ciò. La riprova ne è, in questo cippo monumentale situato all’interno del parco pubblico “Rizzini” di Cazzago San Martino (Brescia), la triplice ripartizione delle epigrafi, rispettivamente tracciate su ogni lato di questo parallelepipedo celebrativo dell’associazione volontaristica, corrispondente in loco, all’intraprendente sodalizio, improntato alla terza età, ma ancor meglio esteso alla propria caratterizzazione datagli dai pensionati, per nulla condizionati, al limitarsi alla quiescienza del mero trovarsi congedati.

Tali scritte, apposte in verticale, quasi volendo assecondare un’ascesa verso un’alta meta siderale, sono solidarietà, assistenza, volontariato, proposte a caratteri cubitali, ciascuna su una delle facce di questa diafana pietra, significativa di una perdurante esperienza di utilità sociale, rilevabile a propositiva emanazione di un valorizzato contesto identitario locale.

Sul lato che visivamente saluta chi accede, nell’unico ingresso, entro tale spazio di verde comunale, c’è, invece, a carattere corsivo, l’attestazione di una ricorrenza ventennale, per tale gruppo di volontari che, nella fissità di tale prisma, ne rammentano il proficuo decorso del tempo cadenzato negli anni passati dalla sua fondazione, mediante il comprensibile verso di una dichiarata commemorazione di tutti i soci che attengono alla natura solidale della “Libera Associazione Anziani e Pensionati di tutte le Categorie”, ascritta alla composita realtà comunale di Cazzago San Martino, esplicita località consacrata in questa pietra ufficiale, nella menzione che, all’accennato memoriale, vi risulta contestuale.

Anche in questo caso, sono le mani a parlare più di tante parole, incarnando in immagine una soluzione simbolica atta a significare, metaforicamente, la forma di una complice intesa su un piano di progressione interpersonale, dove si è d’accordo, in linea con un comune denominatore, nel prodigarsi verso le necessità altrui, sulla base di una ispirazione basilare ai concetti che sono intrinseci agli orientamenti di una affiliazione valoriale, spesa nel contesto di un’aggregazione operativa, orientata, in questo caso, in uscita, secondo le opportunità di un riscontro, colto nella gamma filantropica delle maggiori evenienze di aiuto che, alla propria portata, risultano compatibilmente associate.

A pochi metri da questo sobrio monumento, si situa la sede stessa di tale sodalizio, in faccia alla frequentata oasi virente dell’area adibita anche a parco giochi per i bambini più piccoli, grazie all’allestimento di congrue installazioni ludiche sul posto, che sono in vista agli ambienti sociali della associazione stessa, titolare di una propria presentazione didascalica affidata al pannello collocato all’esterno di tale struttura di ritrovo, in cui si specifica, insieme al recapito di via Duomo 2, il riferimento pratico atto all’evidenziare che “per trasporto visite ed esami telefonare al numero 3389 277261” come chiunque può sincerarsi di questo messaggio, evidenziato ad informazione dei passanti, su questa pubblica area di svincolo fra il parcheggio antistante, la sede dell’accennata associazione e l’ingresso principale della biblioteca civica, dedicata a don Lorenzo Milani.

Anche con questo ulteriore ed effettivo richiamo ad un propositivo dispiegamento di opportunità asservite ad una naturale emanazione di potenziale fruizione territoriale, il luogo, interessato alla solida visibilità della citata e poliedrica opera monumentale, pare catalizzare l’interessante innesto con una diversificata gamma di servizi sociali, anche percepibili in una significativa caratura culturale, come può esserlo la sede di una biblioteca pubblica, non per nulla, consapevole di tale mandato di servizio intellettuale, anche speso nell’educazione formativa, se, come pure appare vero, contrassegna il proprio distributore automatico di libri, situato all’esterno dei suoi circoscritti spazi di consultazione, con il, fra l’altro, scrivere che “Ogni libro è un viaggio, e l’unico bagaglio che portiamo è l’immaginazione”, come pure, “Un bambino che legge sarà un adulto che pensa”, citazione, quest’ultima di Fabrizio Caramagna.