Verona – Da giovedì 18, alle ore 21, a domenica 21 febbraio, alle ore 16.30, è di scena al Teatro Laboratorio di Verona, presso l’ex arsenale asburgico, lo spettacolo “Riccardo III. Invito a corte”, opera teatrale di Shakespeare, nell’originale messinscena a cura di Laura Angiulli con la Compagnia Il Teatro con Giovanni Battaglia, Alessandra D’Elia, Stefano Jotti, scena Rosario Squillace, luci Cesare Accetta (premio Ubu 2015).

RiccardoIIIRiccardo, quasi un giullare di se stesso. In continuo gioco con la deformità che ne irrigidisce gli atti (ma è deformità fisica, o non piuttosto specchio di una più profonda distorsione interiore?), Riccardo fa suoi schemi rappresentativi che ne esaltino la propensione alla violenza e al delitto. Nessun imbarazzo in lui, malefico fool. Egli dichiara di volersi vendicare, coi suoi atti efferati, di quella la natura che l’ha reso «privo di ogni bella proporzione», e fin dalle prime battute rende manifesti, con sconcertante sincerità, i propositi peggiori.

È evidente che la concezione di «potere soggiogato all’azione sanguinosa» trova in Riccardo un radicamento che esclude l’etica, e spiega il suo ripiegamento all’orrore del gesto: irrilevante è il valore della vita, schiacciata in un gioco al massacro che esclude ogni riflessione sull’atto in sé. Anche quel grido finale, ripetuto e ossessivo, che accompagna la sconfitta e la morte – «Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo..!» – sottolinea la vanità di un successo che si è rivelato effimero, e pare rendere privo di senso l’intero costrutto delle sue riflessioni, così puntigliosamente assecondate di delitto in delitto.