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Torino. Per gli studenti di nuovo costretti alla didattica a distanza si presenta una occasione straordinaria: il Museo Nazionale del Cinema, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizza per le scuole la proiezione in streaming de “I Cento Passi” e l’incontro on-line con il regista del film Marco Tullio Giordana, lunedì 22 marzo alle ore 9. All’evento on-line con il regista parteciperà anche Daniela Marcone, Vicepresidente nazionale di Libera e referente dell’Associazione per l’Area Memoria.

L’incontro è rivolto alle scuole secondarie di I (classi terze) e II grado ed è realizzato in collaborazione Cinemovel Foundation, Libera, Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo e Rai Cinema. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo e-mail [email protected]. La partecipazione è gratuita grazie al contributo di Agenzia Antonelliana-Reale Mutua Assicurazioni.

Con questo nuovo appuntamento. il Museo Nazionale del Cinema prosegue con gli eventi in streaming dedicati alle scuole, programma che da inizio anno scolastico ha coinvolto oltre 5.000 studenti, con una nuova importante iniziativa.

I cento passi di Marco Tullio Giordana racconta la storia di una ribellione, non solo contro la mafia, ma per la libertà e per l’impegno civile. È la storia di Peppino Impastato, giovane attivista, e la sua lotta attuata attraverso l’ironia, la sfida della sua voce alla radio ed il coraggio di perdere tutto. Peppino Impastato impegnò la sua vita alla lotta alla mafia nella sua terra: la Sicilia.

I cento passi sono esattamente quelli che separano la sua casa da quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti. Il film ha vinto un premio ai Nastri d’Argento, quattro David di Donatello, è stato premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e ha ottenuto una candidatura al Golden Globes.

«Questo non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. È piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell’illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto famigliare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del ’68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all’esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, al loro dolore, alla loro allegra disobbedienza». (Marco Tullio Giordana, Cinematografo 2007)