“Perchè bisogna mangiare pane a colazione?”, così, come, considerando le alternative possibili fra “Pane bianco o pane integrale (ottenuto da farine integre)?”, “Pane fresco o pane raffermo?”, “Lievito di birra o lievito naturale?”: sono alcuni fra gli utili interrogativi ai quali uno specifico e maneggevole volume di recente edizione corrisponde attraverso una interessante serie di esaurienti informazioni, riguardanti quell’alimentazione che, non escludendo la natura genuina del pane, interagisce con le opportunità della ricca gamma lievitante di farine, impasti e cotture, riscontrandovi certi elementi significativi, funzionali ad esprimere alcune mirate risposte di sintesi che sono anche argomentate, fra il “vero ed il falso” di costruttive e curiose sollecitazioni, in modo da poter fare chiarezza nel merito di altrettante riflessioni: “Mangiare pane fa ingrassare?”, “Il pane è da evitare?”, “Il pane è un alimento completo?”, “Pane integro e pane multi cereali sono la stessa cosa?”, “Il pane deve rimanere il cardine della nostra alimentazione?”, “Il pane ha un effetto saziante?”, “Il pane è indicato ai diabetici?”, “Il pane tostato ha un minore impatto glicemico?”.

La pubblicazione, realizzata dalla “Compagnia della Stampa in circa centodieci pagine illustrate, con, fra le altre, alcune fotografie di Carlo Casella, ha, come fulcro portante, quanto il poeta Pablo Neruda (1904 – 1973) aveva, in un suo intenso componimento, definito “(…) semplice e sublime, congiunzione di germe e di fuoco, tu sei azione dell’uomo, miracolo ripetuto, volontà di vita (…).”, esplicitando il pane in chiave letteraria, a riferimento di quella coinvolgente visione ispirata che ne travalica, di fatto, la mera natura di alimento.

L’autore è il nutrizionista clarense Piergiorgio Pietta ed, insieme a lui, a presentare i contenuti del suo libro, dal titolo “Il pane e la sua gente”, sono, rispettivamente, Luigi Mensi, Direttore Generale della BCC di Pompiano e della Franciacorta, e Atenaide Arpone, Responsabile Divisione “Il Panificatore Italiano” ai quali si aggiunge la pluralità dei rispettivi interventi correlati, a firma del sindaco di Brescia, on. Emilio Del Bono, di Roberto Chiarini, Docente nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano, del giornalista e scrittore Egidio Bonomi, di Francesco Mensi, Presidente del Sindacato dei Panificatori dell’Associazione Artigiani di Brescia e Provincia, del referente di “El Forner”, Davide Piantoni, del titolare di Valledoro, Giorgio Zubani, del presidente di “Richemont Club Italia”, Roberto Perotti, e di Ruggero Guagni, presidente dei Panificatori della Confartigianato di Brescia.

Il_pane_genteIl libro, pubblicato per il tramite del coordinamento editoriale di Nicoletta Rodella, è strutturato in in chiari capitoli tematici, rispettivamente riguardanti i “Cereali”, il “Profilo nutrizionale dei cereali”, il “Profilo nutrizionale del pane”, il binomio tematico “Pane e salute”, i contestuali spunti di ricerca inerenti “Il sale: un po’ di storia” ed i diffusi ragguagli annunciati invece dal titolo “Squilibri alimentari e pane”, insieme ad un dinamico approccio informativo pure dedicato alle scelte di campo fra quale disponibilità di cibi e le abitudini alimentari, svelandosi come materia d’indagine del qualificato contenuto divulgativo di quest’opera di cui Piergiorgio Pietta ne spiega la originaria risoluzione, attraverso un personale risvolto connotativo che concorre ad una sua complessiva interpretazione: “Da tempo pensavo di raccogliere in un libro le conoscenze acquisite sul Pane quale alimento da rivalutare per l’equilibrio nutrizionale. Questa mia intenzione si è concretizzata in seguito ad un colloquio con l’Editore e Amico, Eugenio Massetti, il quale mi ha proposto di integrare la parte scientifica di mia competenza (magari un po’ indigesta per alcuni lettori) con alcuni contributi di personaggi contemporanei legati, in modo più o meno diretto, con il mondo della panificazione, e per questo da Eugenio chiamati la Gente del Pane”.

In questa assortita partecipazione, manifestata a riguardo del riscontro culturalmente umanizzante che il libro, fra l’altro, persegue, nel coniugare il pane a quell’ingente contesto esperienziale, a più voci, da cui, esso stesso, ne trae i riferimenti per una propria poliedrica ed appassionante estrinsecazione, c’è, fra le altre, la testimonianza del primo cittadino di Brescia, on. Emilio Del Bono, espressa in una personale ed articolata considerazione, mediante la quale, se ne incontra la figura fuori dalle istituzioni, in quell’insolita e giovanile veste d’impegno, allora svolto in aiuto al padre fornaio, che certi suoi spontanei ricordi attribuiscono alle giornate dedicate alla forneria di famiglia, nel quartiere cittadino della Badia, riferite all’educativa fucina laboriosa di una prima e formativa occupazione: “Sarà perchè i ricordi legati all’infanzia sono i più cari, ma credo che essere figlio di un fornaio sia stata per me una grande fortuna. Guardando i miei genitori ho imparato lo spirito di sacrificio e di abnegazione, il valore del lavoro e la gioia di fare qualcosa con le proprie mani, senza paura di sporcarle. A noi figli, veniva chiesto di fare il nostro dovere con la stessa determinazione, di impegnarci a scuola, di dare una mano quando gli studi ce lo consentivano. Così da ragazzino ho iniziato a fare le consegne. D’estate mi alzavo di buon’ora, andavo in negozio e aiutavo mia madre a imbustare panini e pagnotte che poi consegnavo nelle case del quartiere. In questo modo, sono entrato in contatto con tante persone, ho conosciuto le strade e le piazze, ho capito quanto sia importante avere un impegno e portarlo a termine con costanza, tutti i giorni”.