Si arricchisce il parterre di ospiti della XXIII edizione del Cervino CineMountain, il festival del cinema di montagna in programma a Cervinia e Valtournenche dall’1 al 6 agosto.

Oltre ai già annunciati Mauro Corona e Didier Berthod, Hans Kammerlander e François Cazzanelli, sul palco del festival saliranno anche Anna Torretta, che insieme a Eleonora Delnevo, l’alpinista bergamasca paralizzata dopo un’incidente alpinistico in Trentino, e Dorota Bankowska, palombara che conosce gli abissi marini e lavora sotto le piattaforme petrolifere nei posti più remoti del pianeta, parlaranno di “Whiteout”, il loro libro fresco di stampa che è un inno alla rinascita.

E poi Domenico Quirico, il reporter de La Stampa rapito in Siria nell’aprile 2013 e rilasciato dopo 5 mesi, e Pietro Trabucchi, psicologo che si occupa di prestazione sportiva e autore di diversi libri sulla resilienza e sulla passione, affronteranno il tema della resistenza interiore.

E ancora le immancabili incredibili storie dell’ormai pietra miliare del festival, e storicamente dell’alpinisimo himalaiano, Kurt Diemberger, in una matinée di confronto con Hans Kammerlander per ripercorrere le loro carriere e raccontare vittorie e sconfitte.

Svelata anche la giuria di questa edizione 2020, che sceglierà le pellicole vincitrici del concorso internazionale, tra le 26 in gara, e il Grand Prix des Festival, l’Oscar dei film di montagna, storico premio assegnato dal Cervino CineMountain da ormai 23 anni.

Animatore di cineclub, giornalista (La Stampa, Il Manifesto), critico cinematografico (Filmcritica, Cineforum, Duellanti, La Rivista del Cinematografo), Luciano Barisone crea nel 1990 la rivista Panoramiche, di cui è il direttore.

È curatore di monografie su Catherine Breillat, Robert Guédiguian, Clint Eastwood, Naomi Kawase, Nicolas Philibert, Les Films d’Ici, Sydney Pollack. Dal 1985 è responsabile del settore cinema della Saison Culturelle, organizzata dalla regione autonoma della Valle d’Aosta. Dal 1997 collabora con numerosi festival internazionali di cinema, fra i quali il Festival Internazionale del Film di Locarno, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e i Rencontres Internationaux de Cinéma de Paris.

Nel 2002 crea l’Alba International Film Festival, di cui fino al 2007 è il direttore. Dal 1999 al 2004 ha lavorato come lettore e analista di progetti cinematografici per la Fondazione Montecinemaverità.

È stato membro di Giurie internazionali a Cannes (Caméra d’or, 1997), Marsiglia (2000), Valladolid (2003), Buenos Aires (2004), Lisbona (2004), Belfort (2005), Pamplona (2008). Dal marzo 2008 al 2010 è il direttore artistico del Festival dei Popoli, manifestazione internazionale sul film documentario di Firenze. È stato direttore del Festival Visions du Réel.

Nata ad Aosta nel 1970, Aessandra Celesia vive tra Parigi e Belfast. Dopo aver studiato letteratura moderna e teatro, ha iniziato a lavorare come attrice e regista teatrale.

Nel 2006 ha diretto il suo documentario di debutto “Luntano”, cui sono seguiti “Le Libraire de Belfast” (selezionato a Visions du Réel, Lussas e Festival dei Popoli) e “Mirage à l’italienne” (presentato in anteprima a Cinéma du Réel).

Nel 2017, “The Anatomy of a Miracle” è stato selezionato a Locarno e ha vinto una “Étoile de la Scam”. “Come il bianco”, il suo ultimo film, è stato selezionato in concorso al FID-Marseille 2020.

Vice direttore del Museo Nazionale della Montagna di Torino e curatore della sua Cineteca Storica e Videoteca, Marco Ribetti in oltre vent’anni ha realizzato l’allestimento di circa 150 mostre temporanee, curandone molti riallestimenti in Italia e all’estero.

Ha collaborato con riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, scrivendo di cinema e di film realizzati nelle aree montuose del mondo.

È coordinatore dell’International Alliance for Mountain Film, l’associazione che riunisce i principali enti che promuovono il cinema di montagna, di cui il Museomontagna fu tra i fondatori nel 2000 ed è sede ufficiale.