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Cremona- Mi sembra strano che non tutti sappiano che l’Ortolano, il celebre quadro dell’Arcimboldo, è nato per essere visto da due punti di vista differenti. Uno come normalissimo cesto di frutta, l’altro – una volta capovolto- come volto dalle fattezze umane. Eppure quello che a me, cremonese doc, sembra scontato, non lo è per tutti. Questo quadro, ed il divertissement della “doppia faccia”, è diventato popolare solo di recente, grazie all’Expo.

In che senso? Beh, avete presente la mascotte della manifestazione, Foody? E’ un’insieme di frutta e verdura che compone il volto di un personaggio. E’ evidente che sia stato ispirato dal seicentesco dipinto dell’artista milanese, che da sempre fa bella mostra di se alla Pinacoteca di Cremona, per altro fornita di opere di tutto rispetto.

Per conoscere meglio la storia di questo quadro, ho fatto una piacevole chiacchierata con il professor Mario Marubbi, dal 2001 Conservatore del Museo Civico di Cremona. “La Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone si trova nel cinquecentesco palazzo Affaitati e si è costituita nel corso dei secoli a partire dal Cinquecento, principalmente con le raccolte della famiglia Ponzone, legata ad uso pubblico col testamento del marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone nel 1842, ed ampliata con le opere provenienti da alcune soppresse chiese cremonesi, la raccolta di dipinti e sculture assomma oggi a più di duemila pezzi, solo in parte esposti nelle sale del Museo”. Ha esordito il Conservatore, tanto per inquadrare la situazione. In effetti passando per quelle sale, ricche di fascino oltre che di belle cose, il mio campanilistico orgoglio si è fatto sentire.

“Questo quadro dalle piccole dimensioni (35,8 x 24,2 cm), fa parte dei cosiddetti quadri reversibili, cioè quei dipinti che possono essere girati di 180 gradi e mostrano un’immagine diversa. In questo caso una ciotola contenente ortaggi se viene girata mostra il volto dell’ortolano che prende la forma di una testa con la ciotola che assume l’aspetto di un copricapo.” L’effetto ottico è evidenziato grazie ad uno specchio messo sotto l’opera, posta in una teca di vetro, per motivi di sicurezza e per garantire una corretta conservazione del quadro. In effetti la magia che si crea è davvero particolare, ammaliante ed inquietante allo stesso tempo.

Quindi il nostro Ortolano partirà per Milano? Ho chiesto. “Beh, si. Sarà esposto alla mostra “Feeding the planet. Energy for Life. Selezione di icone artistiche, emblematiche della tradizione italiana” nel Padiglione Italia di Expo Milano 2015, accanto ad altre importanti opere rappresentative del tema della manifestazione. Un posto speciale, dove passeranno tante delegazioni, una vetrina importante per la nostra città, per il nostro territorio”.

La domanda quindi è quasi scontata: questo gemellaggio con Foody porterà nuovi visitatori alla Pinacoteca, a Cremona? “Non credo che cambierà molto in termini di numeri, sono scettico sul fatto che la gente si muova per vedere l’opera che ha ispirato la mascotte. La cultura è educazione, non basta questo, purtroppo. Ma di certo è un’ottima possibilità per il nostro Museo di farsi valere. Da tempo sto pensando di fare una pubblicazione annuale, un quaderno monotematico dove raccontare le principali scoperte, le novità della nostra pinacoteca. Forse quest’anno sarà il momento di iniziare questo percorso con le ultime ricerche sull’Ortolano. Ecco, l’Expo potrebbe favorire questo, nuove ricerche, un focus su alcune opere d’arte”.

Ma mi rimane la curiosità, di quali scoperte stiamo parlando?Mi sbilancio e gliene dico una. Abbiamo effettuato sul quadro una rifrettografia, una sorta di foto ai raggi X per vedere cosa c’è sotto lo strato finale del dipinto, in pratica ciò che è avvenuto prima: il disegno preparatorio, le varie cancellature, gli errori. Grazie a questo sistema abbiamo visto che l’Arcimboldo inizialmente voleva fare solo ed esclusivamente una natura morta, il disegno iniziale non aveva le fattezze di un volto, se capovolto, ma solo alcuni accenni. Probabilmente, girandolo erroneamente, l’autore ha intuito la somiglianza con una testa umana. Da qui l’idea del quadro reversibile. Se confermata, questa sarebbe una scoperta sensazionale, perché identificherebbe il dipinto cremonese come la prima opera di questo genere”.

Bene, di primato in primato. L’Ortolano sarà in trasferta a Milano da maggio a settembre. Al suo ritorno sono previste diverse manifestazioni, fra cui una mostra molto particolare organizzata dalla Pinacoteca, ma su questa faccenda il Conservatore non vuole ancora dire nulla. Non ci resta che aspettare!

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Barbara Ponzoni
Barbara Ponzoni, laureata in lettere moderne. Scrive da sempre, per lavoro e per diletto. Attualmente è nella redazione di Popolis.it, Popolis rivista e VivereCremona.it.

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