Brescia. Ci si può mettere nella testa di un giovane terrorista islamico e immaginare le ragioni che lo inducono a morire per uccidere? Questo prova a fare Marco Belpoliti, ospite lunedì 11 dicembre a  palazzo della Loggia nella sala Giudici alle ore 18, per la presentazione del suo libro fresco di stampa.

Nel libro cerca di ripercorrere gli ultimi terribili sedici anni, dall’epocale attacco alle Torri gemelle alle stragi che da allora si sono succedute, l’autore cerca di capire perché il martirio sia diventato un’attrattiva possibile per giovani uomini e donne.

Di questo gesto estremo, che sfugge al pensiero razionale, Belpoliti indaga le motivazioni recondite, annidate in un credo religioso o ideologico e pronte all’uso per quella parte di popolazione musulmana che, nelle periferie urbane di Londra, Parigi, Bruxelles, Nizza, vive un senso di inferiorità.

Chi sono i terroristi suicidi è un libro che, per inquadrare e scandagliare un fenomeno decisivo e traumatico del nostro tempo, mette in campo tutti gli strumenti del sapere a nostra disposizione: la letteratura (Albert Camus, Salman Rushdie, Michel Houellebecq), la storia, la psicologia sociale, la psicoanalisi, l’antropologia.

Marco Belpoliti, saggista e scrittore, insegna Critica letteraria e Letterature e arti visuali presso l’Università di Bergamo, collabora all’Espresso e alla Repubblica ed è condirettore della collana Riga e della rivista on line doppiozero.com. Presso Guanda sono usciti anche: Da quella prigione, L’età dell’estremismo, Primo Levi di fronte e di profilo, La strategia della farfalla e La prova. Per Einaudi ha pubblicato L’occhio di Calvino e Settanta, oltre ad aver curato varie opere di Primo Levi e l’edizione delle sue opere complete.

Intervengono oltre all’autore: Francesco Germinario, comitato scientifico Casa della Memoria e Carlo Alberto Romano, docente di Criminologia, Università degli Studi di Brescia.