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Gottolengo (Brescia) – Accanto alla scuola scorre,senza mai essere troppo arrabbiato, il Gambara. Dopo aver raccolto le acque di fossi e canali,a Volongo nel cremonese ,si immette nell’Oglio.

I nostri alunni hanno imparato che questo ”fiume” non nasce sui monti ma qui, in pianura, a pochi chilometri da Gottolengo.Esattamente nel territorio di Ghedi, là dove il comune confina con Leno e Gottolengo .Luogo di sogno.Luogo di risorgive.

Il termine risorgiva viene usato per indicare acque che, solitamente in zone montuose, scompaiono nel sottosuolo e successivamente ritornano in superficie in pianura.

La pianura padana è di tipo alluvionale cioè è formata dai detriti che i fiumi hanno trasportato e continuano a trasportare nel loro tragitto dai monti al mare. La possiamo dividere in due zone: alta e bassa pianura.

La prima, a ridosso della zona prealpina, è formata da materiale grossolano in quanto i fiumi, ormai con pendenze ridotte, hanno perso parte della loro violenza e i materiali con dimensioni maggiori si depositano. Il suolo che si forma risulta perciò molto permeabile, l’acqua si infiltra nel sottosuolo e va ad ingrossare la falda sotterranea rendendo il terreno più arido rispetto alla bassa pianura. Il questa seconda zona, infatti, i fiumi depositano materiali più fini come argilla e limo, il suolo è meno permeabile e l’acqua tende a ristagnare.

Quando l’acqua di falda raggiunge la zona di passaggio tra alta e bassa pianura, incontra uno strato impermeabile e tende a riaffiorare.
Le parole non bastano per spiegare ai ragazzi in cosa consiste il fenomeno che ha reso fertile la nostra pianura e che purtroppo tende ad esaurirsi per scarsità d’acqua nella falda sotterranea.

Partiamo dunque alla volta delle “sorgenti” del Gambara.Un tratto lo percorriamo con l’autobus della scuola e poi proseguiamo a piedi per riscoprire ciò che stiamo
dimenticando.C ani,inquieti ,tanto quanto i nostri alunni ,ci salutano al passaggio. Alberi carichi di melagrane mature ,attirano l’attenzione dei bambini. Nelle cascine, fontane a getto continuo,urlano il potere dell’acqua. Poi una riva intera di noccioli li trasforma in scoiattoli.Riempiono gli zaini dei frutti rimasti per terra.

L’avventura più emozionante è scendere fino quasi a toccare l’acqua
del fontanile e in silenzio sentire il rumore delle polle che bollono dalla terra,ricamando la superficie di cerchi concentrici.L’acqua è così pura e limpida che tratteniamo a stento la voglia di berla.Ha una temperatura costante per tutto l’anno di circa 10 ° ed è questo che ha permesso,per secoli, la formazione delle marcite .rimaste soltanto nei nostri ricordi di bambini.

Sui prati, coperti dall’ultimo taglio di erba dell’anno (da qui il termine “marcite”), veniva fatta scorrere l’acqua del fontanile. L’erba tagliata diventava concime e la temperatura dell’acqua del fontanile proteggeva i prati dal gelo e dalla neve. Ciò permetteva una crescita anticipata dell’erba e la possibilità di ottenere fino a dieci raccolti l’anno.

Quel verde intenso non può essere nei sogni di questi bambini.Il sapere che l’acqua è un elemento prezioso e lo sarà sempre più nel futuro ,è un obiettivo al quale non possiamo
rinunciare.

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Giusi Morbini
Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.

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