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Brescia – S’intitola “Cibo e Libertà” il nuovo libro in cui Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, edito da Giunti e Slow Food Editore racconta la storia di Slow Food che, in trent’anni ha progressivamente liberato la gastronomia da gabbie e luoghi comuni che la confinavano (e spesso la trattengono ancora) in una realtà molto autoreferenziale, elitaria e poco dotta.

Prendendo spunto da eventi accaduti nella sua vita di gastronomo e di Presidente e fondatore di Slow Food, Carlo Petrini racconta viaggi e avventure anche rocambolesche ridisegnando la vicenda di una liberazione, partita da un contesto locale per farsi via via globale, attraverso l’energia che sa sprigionare la forza creativa della diversità, che va rispettata e valorizzata in tutte le sue sfaccettature (diversità umana, biologica, culturale, scientifica).

Per Slow Food quest’energia che va incanalata nelle maglie di una rete libera, virtuale ma anche reale, che consenta di stringere nuove alleanze per riuscire a cambiare per sempre la faccia a un sistema mondiale del cibo che, allo stato attuale, non ci garantisce un futuro felice. Per questo la gastronomia da liberata diventa elemento “di liberazione”: per tutti quei popoli, del Nord e del Sud del mondo, che rivendicano la propria sovranità alimentare a partire dalla propria cultura e da ciò che hanno da offrire i luoghi che abitano.

“Il cibo può diventare strumento di liberazione – dice Petrini – Lo sostengo alla luce di una storia, delle tante storie che mi riguardano da vicino, perché parlano dell’avventura di Slow Food e Terra Madre. Un’avventura che ho cercato di ripercorrere basandomi sulle esperienze fatte e sugli incontri avvenuti lungo il cammino, sugli ideali condivisi piuttosto che sull’ideologia. Un viaggio che parte dai miei luoghi e dagli anni Ottanta per portarci infine a intuire prospettive future ad ampio raggio, che guardano addirittura al mondo intero. La meta comune è la liberazione dai gioghi, l’uscita dalle gabbie più scandalose: le disuguaglianze, le oppressioni, gli scempi che si perpetrano sull’ambiente e sulle persone, lo scandalo della fame e della malnutrizione”.

“Cibo e libertà” contiene storie e il dipanarsi di idee che stanno facendo la storia, che raccontano un passato appassionante e la prospettiva di un futuro di profondo benessere, ancora tutto da scrivere, soprattutto per i Paesi ritenuti più in difficoltà, come quelli del continente africano.

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Redazione di Popolis
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