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Leno (Brescia) – In occasione della mostra “Cibo per l’anima”, ospite illustre dei saloni di Villa Badia dal 25 giugno all’11 luglio , la presidente dell’Associazione Artisti Cremonesi, Laura Carlino, ci ha raccontato cosa significhi quest’iniziativa, reduce dai fasti di Cremona dove è stata di scena ad aprile scorso nel Centro Culturale “Santa Maria della Pietà

Professoressa buongiorno. Innanzi tutto, cos’è l’Associazione Artisti Cremonesi, cioé l’ente organizzatore della mostra?
L’Associazione Artisti Cremonesi è il sodalizio artistico più antico di Cremona, costituitosi nel 1958 per volontà di artisti poi entrati nella storia culturale cremonese che, allora, vivevano con grande euforia la ritrovata libertà d’espressione, esaltati dall’atmosfera della ricostruzione, che offriva loro i ruderi su cui edificare un nuovo concetto di bellezza. Passata attraverso fasi alterne di luci e ombre, l’AAC è stata rilanciata sei anni fa, con i risultati che potrete ammirare in Villa Badia.

Da cosa scaturisce questa mostra?
L’idea è nata dalla volontà di proporre una grande collettiva dell’AAC. La scelta era “obbligata” per via di Expo, ma in questo è stata la sfida per gli artisti, spinti ad approcciarsi in maniera creativa a un tema, il cibo, spesso trattato in maniera superficiale e scontata. Il grande successo cremonese ha premiato i 30 artisti e le 150 opere esposte, di altissimo livello e stimolanti quanto a riflessione ad ampio spettro sul tema proposto. Ed è un onore per l’Associazione che la proposta di “Cibo per l’anima” sia stata accolta dalla Fondazione Dominato Leonense, nel cui splendido spazio espositivo ne viene allestita una versione – per forza di cose – ridotta nel numero, ma non nel senso profondo.

Com’é organizzata la mostra?
La mostra si suddivide in diverse sezioni, alcune relative al cibo nel suo senso più stretto: fra arte e spiegazioni il cibo viene indagato nelle sue molteplici forme grazie alla sensibilità dei pittori e degli scultori. Una terza sezione è invece dedicata ai “problemi” legati al cibo, la fame, ma anche la malattia attraverso la quale il cibo viene rifiutato come “nemico”, fino a condurre, nei casi più gravi, alla morte. E infine il cibo per l’anima: i sentimenti, gli affetti, ma anche le arti, la contemplazione della natura…Ciò che per l’artista – ma per qualsiasi essere umano – costituisce il nutrimento per l’anima, necessario quanto e forse ancora più del cibo materiale. Ogni sezione è introdotta da riflessioni che inducono il visitatore ad una lettura più profonda e pertinente del problema.

Un dettaglio che l’ha colpita nell’organizzazione di questa mostra?
Un particolare legato a questa mostra che non dimenticherò facilmente mi è accaduto mentre cercavo i testi con cui accompagnare le diverse sezioni; uno in particolare non riuscivo a trovare, quello che doveva introdurre il tema dei problemi legati al cibo e, soprattutto, dei disturbi alimentari, una realtà che come insegnante mi tocca spesso da vicino; non volevo pensieri banali né fredde analisi scientifiche. Per caso, su Facebook, lessi un post pubblicato da una giovane dottoressa che conosco molto bene per essere stata mia alunna e che da anni soffre di questi problemi: frasi intense, pugni nello stomaco, con l’aggravante della verità poiché si trattava di frammenti di vita vera, di dolore disumano, di battaglie vinte e di sconfitte drammatiche. Le chiesi di poter usare quella testimonianza, era esattamente ciò che cercavo. Potete leggerla alla mostra. Non avrei trovato nulla di più significativo in nessun libro. Dall’arte alla vita…

Ingresso libero

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Enrico Frosio
Studente al quarto anno di liceo presso l'IIS Capirola di Leno, si diletta nella scrittura. Vincitore della XX ed. premio letterario "Il Corvione" nella categoria poesia giovani/adulti e del premio Linetti 2014 nella categoria poesia.

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