Cremona. Un ciclo di conferenze fa da corollario alla mostra Il Regime dell’Arte – Premio Cremona 1939-1941 allestita al Museo Civico “Ala Ponzone” ed aperta sino al 24 febbraio prossimo. Da giovedì 11 ottobre sino al 21 marzo prossimo, un’iniziativa volta ad approfondire i vari aspetti culturali, urbanistici ed anche politici che caratterizzano gli anni nei quali si tenne il Premio Cremona.

La mostra ripercorre l’interessante vicenda storica del Premio Cremona, il concorso pittorico nato con l’intento di sostenere l’idea dell’arte come celebrazione dei valori e delle imprese del fascismo, a sostegno delle esigenze di propaganda ideologica del regime. Un’esposizione innovativa allestita presso il Museo Civico, sede che ospitò due edizioni del Premio, quella del 1940 e quella del 1941.

L’iniziativa cremonese consente, in modo sofisticato e imprevedibile, di ricostruire un preciso periodo storico con l’intento di riabilitare un’arte ripudiata e bistrattata, ritenuta impresentabile e indegna di attenzione, vittima di un giudizio inevitabilmente condizionato da quello negativo sul fascismo.

Il primo appuntamento giovedì 11 ottobre, alle ore 17, nella Sala Puerari del Museo Civico in via Ugolani Dati, 4, è con Giordano Bruno Guerri e il suo intervento dal titolo Giuseppe Bottai e l’arte “degenerata”. Scrittore, giornalista e storico, noto studioso del XX secolo italiano, in particolare del ventennio fascista e dei rapporti fra italiani e Chiesa cattolica.

Giordano Bruno Guerri dall’ottobre del 2008 è presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, la casa di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera, alla quale ha ridato slancio con nuove creazioni museali e l’acquisizione di opere d’arte contemporanea e di importanti documenti. In occasione della conferenza di Giordano Bruno Guerri si potrà visitare visitare la mostra Il Regime dell’Arte – Premio Cremona 1939-1941 fino alle ore 19, anziché fino alle 17.

Il secondo appunatemtno è in programma giovedì 25 ottobre, sempre alle 17, e sempre in Sala Puerari: Rodolfo Bona, curatore dell’esposizione insieme a Vittorio Sgarbi, interverrà su Ragioni, limiti e difficoltà di una mostra.

Tanti gli altri appuntamenti che si susseguiranno anche dopo la chiusura della mostra, sino al 21 marzo, con interessanti interventi che spazieranno tra storia e arte di un periodo, quello del ventennio fascista, che per usare le parole di Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, «Con questa presenza aliena da ogni esaltazione del fascismo, e invece racconto di momenti di vita, il Premio Cremona rientra nella storia di alcuni momenti essenziali della nostra vita civile di quegli anni, raccontati da maestri che erano stati dimenticati o rimossi per un grave peccato di presunzione della critica. Oggi Cremona ripara quella ferita»