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Casalmaggiore, Cremona. Sono le sale del museo Diotti ad ospitare sguardo tagliente e morbido delle opere di Franco Cimardi, attento ai temi legati all’attualità e della contemporaneità con una ricerca espressiva che evidenzia l’espressività del ‘paesaggio umano nelle più intime sfumature. Inaugura sabato 12 maggio la mostra dell’artista casalasco dal titolo Cimardilandia, a cura degli Architetti Anna Vergine e Gabriele Fallini, che sarà aperta fino a domenica 10 giugno, con il contributo di Cassa Padana.

Il progetto nasce dall’idea di raccontare il mondo di Franco Cimardi con l’esposizione di una trentina di opere inedite fra le quali due cicli dedicati ai Sette peccati capitali, realizzati con la tecnica degli inchiostri su carta e della xilografia.

Franco Cimardi, nato a Casalmaggiore nel 1938, è un artista da sempre legato al territorio e alle tradizioni cremonesi, con uno sguardo particolarmente attento ai fenomeni culturali e sociali del comportamento umano, rappresentati con una ricerca espressiva operata in modo ironico, sarcastico oltre che poetico.

Vive e lavora a Torre de’ Picenardi (CR). Dopo il conseguimento del diploma all’Istituto d’Arte “Paolo Toschi” di Parma nel 1959, si è dedicato all’insegnamento delle discipline artistiche nelle scuole pubbliche. Ha fatto parte dell’Associazione Artisti Cremonesi.

La sua attività espositiva inizia nel 1977. Artista osservatore attento della natura umana fra vizi e virtù, fra tradizione del territorio e attualità, sceglie di perseguire la propria ricerca al di fuori di correnti e tendenze con una freschezza e una obbiettività dettata dall’osservazione di come la comunicazione e le tecnologie influiscono sugli atteggiamenti umani, anche nel rapporto generazionale fra uomo e natura.

Il suo interesse profondo per il territorio si dimostra anche nelle opere realizzate per illustrare raccolte di poesie e racconti del Grande Fiume. Per l’Associazione Amici della Cucina Cremonese ha illustrato diverse pubblicazioni (Edizioni Cremonabooks ed Editoriale Sometti) dedicate alla cucina cremonese, fra tradizione gastronomica e piacevolezza del saper vivere. Si consideri che il cibo italiano è anche tema centrale culturale enogastronomico dell’anno corrente.

La mostra che il Museo Diotti di Casalmaggiore dedica all’artista vuole sottolineare lo spessore della sua opera, sia in qualità di artista del territorio, sia per il valore autentico ed espressivo di una ricerca unica nel suo genere, consolidata in composizioni compatte di grande impatto, fra pathos e sarcasmo, unitamente ad un uso del colore e della materia dai risultati eccellenti.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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