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Parma – Prosegue presso la suggestiva corte dell’Abbazia di Valserena “Wild Cities”, la rassegna cinematografica d’architettura in Abbazia, organizzata da CSAC Università di Parma e Ordine degli Architetti PPC di Parma, con la collaborazione dell’Associazione Sequence, il patrocinio del Comune di Parma e il sostegno di Fondazione MonteParma, Impresa Allodi e Bucci Spa.

La rassegna  propone cinque proiezioni dedicate alla città contemporanea e alle sue trasformazioni, a partire da punti di vista singolari. I film sono stati selezionati con la consulenza di Silvio Grasselli, dottore di ricerca in Cinema, membro del comitato di selezione e curatore del Festival dei Popoli (Firenze), vicedirettore di DocSS – Festival internazionale del cinema urbano (Sassari). La rassegna è a cura di Cecilia Merighi e Daniele Pezzali per Ordine Architetti PPC di Parma, Sara Martin per CSAC Università di Parma, Stefano Cattini e Sara Antolotti per Associazione Sequence.

Dopo “Rabot” di Christina Vandekerckhove, che ha raccontato la realtà urbana con lo sguardo dei residenti di un edificio di alloggi popolari destinato alla demolizione, giovedì 18 luglio, alle ore 21.00, continua la riflessione sulla città attraverso le possibili azioni di riscatto messe in atto dai suoi abitanti con la visione di “Sous la douche, le ciel” (2018, 85′) di Effi & Amir, un’altra prima italiana.

A Bruxelles un gruppo di cittadini si imbarca in un’avventura di cinque anni attraverso la ricerca, l’acquisto e la ristrutturazione di una sede che possa ospitare un presidio sanitario utile a restituire dignità agli abitanti più vulnerabili e a risollevare i loro animi. Nel confronto che nasce con la realtà politica della città, l’impresa si sviluppa inanellando imprevisti picchi di suspense.

Il film racconta questa lotta, il lungo e tortuoso percorso che va da un’idea alla sua realizzazione pratica, celebrando l’immaginazione come motore di un’iniziativa dei cittadini contrapposta alla pallida ignavia della politica e ai suoi angusti orizzonti.

Introdurrà la proiezione Vittorio Iervese, professore associato in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Presidente del Festival dei Popoli – Istituto Italiano per il Film di Documentazione Sociale.

Effi Weiss (Israele, 1971) e Amir Borenstein (Israele, 1969) compongono un duo artisti che lavorano insieme dal 1999. Artisti visuali, il loro lavoro si muove tra discipline differenti, tra video, performance, progetti partecipativi mostrati in musei, centri d’arte contemporanea e festival. Oltre ai loro progetti artistici, collaborano con altri artisti come montatori, operatori, effect designer.

Tutte le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Dalle ore 20.00 alle 21.00, nelle serate delle proiezioni, sarà inoltre possibile visitare la mostra Nuove figure in un interno, allestita nella Sala delle Colonne all’interno dell’Abbazia, in cui verrà proiettata una selezione di cortometraggi sul tema della rassegna, a ingresso gratuito per chi acquista il biglietto del cinema.

Per la serata dell’18 luglio, il cortometraggio proposto è “Io c’ero” (2018, durata 14′) di Lorenza Adessi, Eleonora Boraggini, Beatrice Marotta, Ilaria Pisanu. Discoteca: luogo di ritrovo, frequentato per lo più da giovani, dove si può ballare al suono di musica registrata. Cosa rimane di questi grandi mostri, abbandonati e seminati come tombe aperte in cimiteri di ricordi? La memoria ed il ricordo delle voci di alcuni dei protagonisti di quel mondo, i dj, interrogano questi luoghi e si chiedono che cosa abbiano ancora da raccontare, cosa sopravviva oltre le macerie. C’è qualcosa che va oltre quei fantasmi danzanti? Questo è un viaggio alla ricerca di un’anima che persiste.

Il corto è stato realizzato all’interno di un laboratorio tenuto dal prof. Marco Bertozzi presso lo IUAV Venezia ed è vincitore del concorso “Parma Film Festival – Invenzioni dal vero 2018″, dedicato alle scuole di cinema promosse dalle Università italiane.

 

 

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