Non solo cinema al “Terra di tutti” di Bologna che, in occasione dell’Anno europeo per lo sviluppo diventa “Art festival”. Per la sua nona edizione gli organizzatori hanno deciso di allargare la loro visione e di far raccontare le diverse tematiche della manifestazione utilizzando l’arte declinata in diverse forme espressive.

Fumetti, arti performative, musica, installazioni, spettacoli di teatro e di danza e showcooking tratteranno, ognuno a suo modo, le esperienze della cooperazione europea sui temi che legano migrazioni e sviluppo: la tutela del diritto all’uguaglianza, la parità dei generi, la difesa della libertà, la cittadinanza attiva e la coscienza ambientale.

I progetti selezionati, 12 in questa categoria, fanno il paio con i 50 documentari in programma tra il Cinema Lumière e il Tpo, i workshop e i convegni che animeranno il dibattito sul tema migratorio dal 7 all’11 ottobre. Il festival è promosso dalle organizzazioni non governative Gvc (Gruppo di volontariato civile) e Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi emergenti) che per questa edizione si sono avvalse della collaborazione del progetto Amitie Code cofinanziato dall’Unione europea e promosso dal Comune di Bologna.

“Quella di quest’anno è un’edizione speciale del festival, strumento che porta alla luce ciò che vediamo nei 40 Paesi in cui Cospe e Gvc lavorano”, ha detto Stefania Piccinelli, direttrice del festival insieme a Jonathan Ferramola.

Ad aprire la manifestazione, il 2 ottobre al cinema Lumière e in anteprima rispetto alla data ufficiale,è stato il regista Andra Segre con la proiezione del suo ultimo film: “I sogni del lago salato”. Un viaggio tra l’Italia e il Kazakistan attraversando paesaggi e interessi geo-politici che accomunano i due Paesi.

Il festival apre le sue porte al pubblico il 7 ottobre con il convegno che darà la linea a tutto l’evento. L’oggetto dell’incontro è un focus su “Migrazioni verso l’Europa: cultura media e diritti umani”.

Il cuore della manifestazione è sempre il cinema con 60 documentari realizzati da cineasti e documentaristi italiani e stranieri. I corto e mediometraggi verranno proiettati, di cui più di 50 concorrono per i due premi ufficiali, tra il Cinema Lumière e il Tpo.

“Il tema del festival è l’emigrazione e lo sviluppo – dice Jonathan Ferramola – ma quest’anno abbiamo deciso di aprire una finestra su diversi aspetti e così abbiamo scelto di affrontare diverse tematiche all’interno del Terra di tutti art festival. Il movimento del diritto alla casa con un documentario girato a Barcellona “Sì se puede”. Un tema questo che stiamo affrontando anche a Bologna, la questione gender e le politiche repressive in Russia con il documentario “Victory day”, gli aspetti ambientali legati alla coltivazione di ogm con il film “Trangenic war”. Gli argomenti sono molteplici e abbiamo cercato di tenerli insieme per riuscire a stimolare un dibattito che vada oltre la manifestazione”.

Novità di quest’anno sono tre menzioni speciali che saranno assegnate ai film in concorso, tra cui quella dedicata a Giovanni Lo Porto, il cooperante ed ex collaboratore di Gvc ucciso a gennaio tra Pakistan e Afghanistan in un raid americano.

Non solo cinema ma anche tanta musica, mostre di fumetti e spettacoli e istallazioni artistiche in 8 differenti location. Il tema della migrazione sarà il leit motiv del festival e accompagnerà i 5 giorni della manifestazione. Uno sguardo particolare sarà poi rivolto alla situazione dei migranti che vivono nei campi profughi al di fuori della “Fortezza Europa.

Venerdì 9 ottobre verrà proiettato il film “Syrian Edge” realizzato dalla giornalista Lisa Tormena e dal documentarista Juan Martin Baigorria, con il contributo di Gvc, dove è raccontata la condizione di vita di oltre un milione di migranti siriani che vivono nel nord del Libano.

Altro progetto, questa volta messo in piedi dal Cospe, è “Susy” (Sustainable and solidarity economy) che ha lo scopo di promuovere e rafforzare le esperienze e buone prassi di economia solidale e sociale. All’incontro di presentazione che si terrà l’8 ottobre sarà presente anche l’economista Paul Singer considerato il padre dell’economia sociale.

Redattore Sociale
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