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Cremona – Presso il Teatro Cinema Filo, nelle giornate di giovedì 30, venerdì 31 gennaio, sabato 1 e domenica 2 febbraio, verrà proiettato il film drammatico “Villetta con ospiti”, diretto da Ivano De Matteo, con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erika Blanc e Cristina Flutur.

Ventiquattr’ore per raccontare una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina del nord Italia. Di giorno le nostre signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè. Poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze. I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti si palesano ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è accusabile di nulla anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati.

In un paese non meglio identificato del Nordest italiano una famiglia altoborghese fa il bello e il cattivo tempo. L’erede della fortuna famigliare, Diletta, è una donna fragile che cerca di dare un senso alla sua vita impegnandosi in cause che vedono protagonista don Carlo, il prete con un debole per le parrocchiane. Suo marito Giorgio, romano, le è infedele e approfitta delle ricchezze della moglie a scapito dell’azienda di famiglia. La figlia Beatrice è un’adolescente arrabbiata, e la nonna è severa e taccagna. Intorno a loro si aggirano un poliziotto napoletano corrotto, un medico venduto e una famiglia di immigrati rumeni: Sonja, cameriera della famiglia altoborghese, il fratello Ilia, che traffica in affari loschi, e il figlio Adrian, combattuto fra l’onestà della madre e la furbizia dello zio.

Anche il prete, il medico e il poliziotto, che simboleggiano l’autorità costituita, sono peccatori irredenti, e la loro interazione con la famiglia al centro della storia è improntata all’opportunismo e alla compiacenza. Manca solo il politico locale, ma il pensiero dominante in quell’area geografica è ampiamente rappresentato.

De Matteo, insieme alla cosceneggiatrice Valentina Ferlan, si isipra chiaramente a Signore e signori (e un po’ al Virzì de Il capitale umano) ma non ha la feroce ironia di Germi (e nemmeno quella “provinciale” di Virzì) nel costruire un nordest popolato da anime amorali e una provincia gretta in cui i rapporti di potere sono gli stessi da sempre.

(fonte – mymovies.it)

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