Brescia. What makes us weaker, makes us closer [Ciò che ci rende più fragili ci rende più vicini]: progetto documentativo di Nicola Zambelli, concepito e realizzato durante i mesi del lockdown. Una mostra avrebbe dovuto inaugurare il 5 novembre negli spazi di C.AR.M.E nel cuore della città, ma il nuovo DPCM ci riporta nel confinamento del lockdown. A C.AR.M.E – Centro Arti Multiculturali e Etnosociali, non si sono persi d’animo è hanno deciso di commutare il progetto video-fotografico da mostra a set cinematografico. Questa è sfida!

La mostra verrà così presentata nel corso delle settimane, sino al 29 novembre, tramite modalità online. Diretta sui canali: Facebook, Youtube. CARME nel frattempo rimarrà chiuso al pubblico, nel rispetto delle disposizioni nazionali in relazione all’emergenza COVID-19.

Il tema affrontato sono le sacche di resistenza umana attivate durante il momento di emergenza e paralisi forzata nei mesi di massima diffusione del Covid-19 a Brescia. La città era in lockdown, molte le persone e le famiglie in difficoltà, non solo perché malate, ma anche perché costrette alla povertà o alla solitudine, nonché all’isolamento. Ecco allora che gruppi di cittadini (singoli e associazioni) si sono aggregati per occuparsi dei più fragili (senzatetto / cittadini rimasti senza lavoro / famiglie in stato di povertà) attivando una rete di distribuzione di cibo e medicinali, coinvolgendo anche i ristoratori della zona e l’ortofrutta, mappando il territorio, organizzando la distribuzione e il raccogliendo fondi. Sono così state sfamate un totale di 450 famiglie, circa 1500 persone, a settimana.

– Una mostra che riteniamo importante non solo per la forma e il messaggio che veicola, ma anche perché testimonianza forte e preziosa di ciò che è avvenuto nel nostro quartiere e nella nostra città durante il primo lockdown. – raccontano da C.AR.M.E – Ma non possiamo mostrarvela. O meglio, non possiamo mostrarvela come avremmo voluto. Quando abbiamo appreso della imminente chiusura, ci si sono aperte due strade: fare o non fare la mostra. Arnold Hauser, che nel saggio Storia sociale dell’arte scrive “ci sono due motivi distinti, da cui derivano opere d’arte: alcune vengono create semplicemente per esistere, altre per essere vedute”.

Egli si riferisce alle pitture paleolitiche, realizzate nella parte più inaccessibile delle grotte, poiché prive di intenzione decorativa ma cariche del potere di influire sulla realtà. Ecco, noi abbiamo deciso di credere ancora nel potere magico delle immagini, video e fotografiche, che Nicola Zambelli ci propone. Poiché questo non svanisce, sebbene dipinte sul fondo di una grotta il cui accesso è bloccato da una frana. Esse continuano a comunicare e ad agire.-

What makes us weaker, makes us closer è una ricerca visiva che parte dal trauma collettivo che stiamo attraversando tutti a causa di una pandemia le cui conseguenze globali e locali sono ancora imprevedibili.