Brescia. Lo si può consultare on line il Bilancio 2017 della Caritas Diocesana, un anno, anzi un altro anno dedicato “all’altro”, a ciò che conta veramente: le persone prima dei numeri.

– Mi piace riconoscere il ”ciò che conta” del 2017 nelle storie: dell’importanza del raccontare e dell’ascoltare storie abbiamo fatto esperienza viva e vivificante in varie occasioni nell’anno appena trascorso – afferma Giorgio Cotelli direttore della Caritas Diocesana.

È proprio per questo che vale la pena sfogliare il bilancio, perché racconta di storie vere, fatte di persone che hanno bisogno e di volontari che si mettono a disposizione per risolvere i problemi delle persone. Problemi che corrono paralleli su un doppio binario, quello materiale che si incontra nella quotidianità del vivere, che va dal cibo ad un tetto per dormire, dalla perdita del lavoro alla fatica di rientrare nel mondo del lavoro, dalla mancanza di mezzi sostentamento allo smarrimento nel rimanere al passo con la velocità dei tempi.

Poi c’è l’altro binario, primario e fondamentale per i valori Caritas: l’attenzione ai bisogni immateriali delle persone, alle povertà interiori, alle solitudini di periferie dell’anima. È su quest’ultimo binario che corre il prezioso lavoro della Caritas, è fa del bilancio un romanzo di vite intrecciate, di storie vere, che si materializzano e si concretizzano di anno in anno e rendono la nostra comunità più ricca di un dividendo che possiamo dividere tutti.

– Siamo partiti da otto storie di comunità e ne abbiamo tratto un libro dal titolo “Le storie nutrono – continua Giorgio Cotelli –  un titolo che porta con sé una consapevolezza: la comunità si nutre della narrazione di quelle storie che danno voce all’esperienza, a ciò che di buono, bello, vero è presente nella comunità, nonostante le tante fatiche e ferite presenti, anzi proprio a partire dalle tante fatiche e ferite presenti.

Ogni volta che raccontiamo infatti facciamo un doppio dono: innanzitutto, a noi stessi perché rendiamo visibile l’invisibile e ci riappropriamo in maniera più consapevole dei frutti della nostra esperienza; in secondo luogo, agli altri perché esplicitando il nostro desiderio di condivisione ci riscopriamo consegnati gli uni agli altri. Perché ciò avvenga occorre che ci sia uno spazio e un tempo nel raccontare: lo spazio ed il tempo dell’incontro.

E della generatività di questo spazio e tempo ne abbiamo fatto esperienza in alcune occasioni: dalla Reunion di coloro che hanno fatto la scelta dell’obiezione di coscienza e del servizio civile (26 maggio) alla Giornata mondiale dei poveri che ha fatto del rileggere il modo di guardare al volto dei poveri e di vivere noi stessi la beatitudine della povertà evangelica un’opportunità per ripartire rinnovati verso nuove storie di carità (19 novembre); dall’Avvento di carità dedicato a riscoprire come le “storie sanno di pane” alle esperienze formative impastate di storie, tra fatti, fatiche e frontiere.

Anche il Card. Tagle (Presidente di Caritas Internationalis), che abbiamo intervistato a Brescia in occasione del festival della Missione (14 ottobre), così si è espresso rispetto all’importanza delle storie per promuovere una cultura dell’incontro: “Io ascolto la tua storia, incontro una persona, ascolto la tua storia, e ascoltandoti, guardandoti, inizio a realizzare che potrebbe essere la mia storia. Non è la storia di un’altra persona, è anche la mia storia perché tutti siamo migranti in questo mondo. La sofferenza dei migranti… anch’io ho la mia sofferenza. Allora non vedrò più uno straniero, vedrò un fratello, una sorella, un prossimo”.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.