Popolis – E intanto Clint Eastwood non sbaglia un colpo, tanto per scimmiottare un vecchio disco di Luca Carboni. “Sully“, il suo nuovo film, nelle sale cinematografiche italiane dal 1° dicembre, è uno dei più attesi al Torino Film Festival, in corso in questi giorni. Negli Stati Uniti, dove è uscito a settembre, ha ottenuto ottime critiche e già si preannuncia tra i più papabili ai prossimi premi Oscar. Come molti scommettono sulla terza statuetta che potrebbe conquistare Tom Hanks, il protagonista assoluto della pellicola.

Il film tratta di un avvenimento realmente accaduto. Il 15 gennaio 2009, il volo US Airways 1549 decolla dall’aeroporto LaGuardia di New York, direzione Charlotte, Carolina del Nord. A bordo ci sono centocinquanta passeggeri e in cabina di pilotaggio il comandante Chesley «Sully» Sullenberger e il copilota Jeff Skiles. A 2800 piedi d’altezza uno stormo di uccelli colpisce il velivolo, costringendo il pilota a un ammaraggio d’emergenza, perfettamente riuscito. Nessun passeggero perde la vita in quello che è ricordato come il «Miracolo dell’Hudson», e solo grazie alla destrezza e all’esperienza del comandante.

Sully venne da subito acclamato come un eroe, intervistato dai media e applaudito nelle trasmissioni televisive. Sul comandante, però, lo scampato pericolo ha conseguenze antipatiche e non prevedibili, complici le varie testimonianze che è chiamato a rilasciare al National Transportation Safety Board per difendere le sue azioni. Le compagnie assicurative lo accusarono addirittura di eccesso di prodezza e ….

Dopo “American Sniper”, Clint Eastwood torna a raccontarci la storia di un altro eroe americano diventato un simbolo di coraggio e profesionalità per l’America e il mondo intero. Dopo il capitano Phillips di “Attacco in mare aperto”, Tom Hanks, torna ad impersonare il ruolo del comandante, e lo fa in maniera impeccabile, mantenendo una recitazione pacata, priva di eccessi, che proprio per questo risulta assolutamente convincente e verosimile. Due monumenti di Hollywood in corsa per l’ennesimo Oscar.

Chiudo con una dichiarazione di Eastwood: “Chiunque sia in grado di prendere delle decisioni quando le cose vanno male e sappia risolvere un problema senza farsi prendere dal panico è una persona degna di esser rappresentata in un film. Ma, per me, il vero conflitto è avvenuto dopo, quando sono state messe in discussione le decisioni di Sully, malgrado abbia salvato tante vite“.