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Il nuovo nome è Bancodesarrollo.Lo slogan adottato, invertimos en umanitad (investiamo in umanità), richiama le radici profonde da cui proviene questa esperienza, il Fepp, l’enciclica sociale di Paolo VI della “Populorum Progressio”.

Con le centinaia di cooperative di base che stanno crescendo e una banca di secondo livello con tutti i servizi e le possibilità dell’esser banca, trova un assetto più stabile quel “nascente sistema etico e alternativo di casse rurali ecuatoriano” (così l’avevamo definito) che Cassa Padana aveva iniziato a sostenere nel 2001 con il progetto Microfinanza Campesina.
Due sono le suggestioni che in prima battuta sorgono.

Per fare cambiamenti veri, importanti che entrano nella cultura delle persone e che creano stabili strutture, serve tempo, dedizione, costanza d’impegno, anche quando gli obiettivi non sono più al centro dell’attenzione generale. Non basta annunciarli indicando la via. Bisogna seguirli nella quotidianità, giorno per giorno operando le giuste scelte.

La seconda suggestione è il richiamo a Paolo VI che nel prossimo ottobre verrà beatificato a Roma da Papa Francesco..
Per certi versi Bancodesarrollo è un frutto miracoloso del papa bresciano.
E’ un seme gettato grazie all’enciclica “Popolorum Progressio”, cresciuto, rafforzatosi in contesti difficilissimi e che ha avuto la forza di superare ostacoli e prove molto dure.

Spesso si attribuisce la qualifica di “miracolo” a guarigioni improvvise e inspiegabili. Ci sono poi i miracoli “sociali” che si costruiscono nel tempo, a mio avviso non meno densi di significato e di intervento inspiegabile della Provvidenza.
La terza suggestione riguarda il principio di reciprocità, il vero “motore” che ha tenuto vivo il progetto nel tempo.

Certamente noi abbiamo dato molto in termini di risorse economiche, competenze, passione. Lo stanno a dimostrare i premi, i riconoscimenti che in questi anni sono stati attribuiti al progetto Microfinanza campesina in Ecuador, a partire da quello al massimo livello delle Nazioni Unite.

Ma con la relazione profonda instauratisi abbiamo anche ricevuto molto e direi che avremmo la necessità di ricevere ancora molto in futuro.Sembrano dichiarazioni di principio, ma in realtà sono elementi molto concreti.

Nei nostri territori abbiamo bisogno di recuperare quel senso di comunità, di solidarietà, di attaccamento a valori come il lavoro e il sacrificio, un clima di coesione e fiducia senza il quale è difficile che si innesti anche la ripresa economica. La disaffezione, l’egoismo, la scarsa partecipazione, l’attenzione esclusiva al proprio interesse personale di breve periodo, senza inserirlo in un contesto più ampio e generale, sono freni molto forti allo stesso sviluppo economico.

Abbiamo imparato che il valore delle persone e delle organizzazioni non sta solo nei numeri, ma in quello che fanno e in come lo fanno.L’esperienza del Gruppo social Fepp abbina il finanziamento all’impresa, soprattutto in ambito agricolo, con l’assistenza tecnica, l’aiuto alla trasformazione del prodotto, alla sua commercializzazione, anche a livello internazionale. E’ un modello terribilmente innovativo e attuale per noi, realizzato per di più in un contesto non favorevole e nemmeno lontanamente paragonabile alla seppur gravosa crisi economica che vivono i nostri territori.

Il progetto Microfinanza Campesina ha aperto in anticipo a una dimensione internazionale che le nostre comunità locali oggi sono chiamate a vivere per non subire solo i danni e i rischi, ma per saperne cogliere anche le opportunità.

Probabilmente 13 anni fa, quando siamo partiti con questo progetto, non pensavamo che Microfinanza Campesina diventasse tutto questo.Pur nei rischi, nelle difficoltà, nelle possibilità anche rilevanti di insucesso , è quello che può capitare – fortunatamente – quando si ha il coraggio di fare cose nuove, che hanno senso profondo e con una prospettiva non speculativa di breve periodo.

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