Tempo di lettura: 2 minuti

Drizzona (Cremona) – Valentina: “I colori che mi piacciono sono il blu intenso del cielo e dell’acqua”. Gaia: “Mi piace l’azzurro chiaro perché mi dà un senso di pace”. Valentina: “Oltre al rosso, che mi fa pensare alla gioia e all’amore, mi piace il verde dell’erba dei prati”.
Le vostre preferenze dei colori sono un interessante aspetto delle nostre diversità.
A una mostra, ognuno di noi può scoprire quali quadri gli piacciono di più, come se li avessimo fatti noi. Come mai accade questo? Che cosa ci fa dire: è bello, è brutto, mi piace, non mi piace? C’è lo spiega Mario Lodi.

a cura di Mario Lodi

Mi scrive Valentina da Sambucetole
“I colori che mi piacciono sono il blu intenso del cielo e dell’acqua, il bianco della neve e degli abiti da sposa. Mi piace anche il rosso delle fragole, delle ciliegie…della gioia di vivere!”

E Gaia:
“Mi piace l’azzurro chiaro perché mi dà un senso di pace e di tranquillità. Io in occasione delle feste, indosso abiti di colore azzurro. Il mio fiore preferito è il “non ti scordar di me” per il suo colore celeste chiaro”.

Valentina R. ha altre preferenze:
“Oltre al rosso, che mi fa pensare alla gioia e all’amore, mi piace il verde dell’erba dei prati, delle colline e delle foglie. Non mi piace il nero perché è un colore di morte, e nemmeno il grigio scuro e il marrone perché fanno pensare alle tristi giornate di pioggia”.

Anche a Silvia non piacciono i colori scuri:
“Mi piace l’arancione e il verde-acqua…”

Risponde Mario Lodi
Le vostre preferenze dei colori sono un interessante aspetto delle nostre diversità.
A una mostra di pitture, ognuno di noi può scoprire quali di quei quadri gli piace di più, come se l’avessimo fatto noi. Come mai accade questo? Che cosa ci fa dire: è bello, è brutto, mi piace, non mi piace?

Per rispondere a queste domande un esperto di arte, Rudolf Arnheim studiò i quadri dei pittori astratti e gli scarabocchi dei bambini da due a quattro anni.
Egli scoprì che fin da piccoli noi abbiamo un “senso del bello” sia per le forme, sia per i colori. E quando vediamo un’opera pittorica, il nostro pensiero visivo giudica quella pittura secondo il nostro senso estetico, quello che noi usiamo quando acquistiamo e indossiamo abiti, o arrediamo la nostra casa, o raccontiamo col disegno e i colori fatti ed emozioni.

A proposito, perché non tenete un diario disegnato per rappresentare con l’accostamento di colori momenti vissuti di gioia o di dolore, di paura o di altrosemtimento? Che ne dite, è una idea accettabile?

CONDIVIDI
Redazione di Popolis
Ci trovate a Leno, in piazza Dominato Leonense. Venite a trovarci. Per contattarci scrivete a: info@popolis.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *