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La compagnia teatrale dei Burattinai Onofrio compie quest’anno 90 anni di attività, mai interrotta e anche quest’anno Giacomo, ultimo erede dell’arte burattinaia di famiglia, è partito con la carovana dei suoi burattini per le piazze della provincia di Brescia. “E’ l’ultimo anno” mi ha confidato per telefono “ poi lascio a riposo i burattini chiudo l’arena, dico addio alle piazze d’estate, ai pergolati delle osterie, alle risa e grida di gioia dei bambini, alla brezza della sera che spezza l’afa prima dello spettacolo. Chiudo baracca e burattini!” Ma c’è da crederci? No di certo, quell’arte di “far ballare i burattini” non è solo un mestiere imparato dal padre e dal nonno, è ossigeno sciolto nelle sue arterie, è un richiamo atavico a cui non è possibile sottrarsi.onofrio 1

L’arena con la baracca è pronta a calcare le pazze anche per questa calda estate, il piccolo palco di legno e infine gli attori, i burattini, anzi i “giupì” con le teste di legno e i vestiti di panno, sono lì pronti a entrare in scena. Giacomo e i suoi burattini sono una famiglia, ne parla come se fossero i suoi figli, a cui dedicare la vita, a cui dare un futuro. Si un futuro nell’era di internet, sembra impossibile che ci si possa divertire “come una volta”, ma la baracca dei burattini di Onofrio è l’eccezione che conferma la regola e le sue piazze si riempiono di bambini e nonni che ritrovano gioia e divertimento nella commedia dell’arte.onofrio 3

Il fare “Balà i Giupì” è il frutto di saperi ancestrali che i burattinai hanno sperimentato in secoli di attività professionale, testimoni di una grande pagina della cultura contadina. La tradizione dei burattini può guidarci lungo i sentieri della trasmissione orale del teatro nella commedia dell’arte, squisitamente legata alla tradizione, all’invenzione, all’estrosità del burattinaio che modificava di volta in volta improvvisando il momento recitativo, riassumendo quanto s’agitava nel vivere del mondo popolare, essenza artistica dell’animo libero del mestiere dell’artista di strada.onofrio 2

Quello dei burattinai è un teatro in perenne rinnovamento, capace di adattarsi alle necessità del momento, in un continuo ricambio e scambio di episodi, pur mantenendo fede alla memoria tradizionale, non sembrerebbe ma uno spettacolo dipende dal saper amalgamare insieme professionalità assai complesse. Il Burattinaio è di volta in volta: scrittore, pittore, scenografo, sarto, falegname, manipolatore, elettricista, meccanico, attore, cantante, mimo; l’arte burattinaia comprende tutte le altre arti, pur essendo un’originale componente del teatro permette di andare oltre al medesimo.onofrio1

Giacomo Onofrio è l’erede di una tradizione che si avvia verso un secolo di storia, come ci racconta lui stesso:   – Di nome man messo Giacomo come mio nonno, sono un burattinaio. Anche mio padre lo era e così mio nonno. Ebbe inizio da lui la tradizione di famiglia, per caso. Nel 1925 nonno Giacomo venne ricoverato in ospedale; per far passare un po’ il tempo cominciò ad inscenare alcuni spettacoli dal suo letto di paziente, prendendo a prestito dei burattini che le suore tenevano in serbo per intrattenere i bambini. I malati e gli infortunati che dividevano la stanza con il nonno furono il suo primo pubblico. All’inizio si trattava solo di pantomine che il nonno traeva dall’esperienza circense; al tempo era già acrobata ed ottimo clown, riutilizzò farse e scenette che lui stesso aveva interpretato nell’arena del circo. Ma il suo estro creativo andò ben oltre, le sceneggiature s’arricchirono di satira che pescava dai fatti di cronaca del tempo, interagiva schernendo bonariamente con lo stesso pubblicoonofrio 6

continua Giacomo – Quando uscì dall’ospedale, nonno Giacomo, cominciò attivamente a crearsi la propria collezione di burattini, a scrivere i propri testi, non accontentandosi di brevi scenette da un quarto d’ora, ma compose vere e proprie commedie a più atti, con un inizio, un corpo ed una fine. I suoi lavori erano frutto del suo senso dell’umorismo e della sua fantasia, ma anche di un’oculata rielaborazione degli spettacoli classici del teatro popolare. Se ne andavo a giro per le piazze con l’arena, come faccio da anni anch’io del resto. Quando arriva l’estate il richiamo della vita nomade d’artista di strada è troppo forte, devo rispondere! Amo il mio lavoro e cerco sempre di migliorarlo. Nel 1994 ho costruito un teatro arena, l’unico in tutta l’Italia settentrionale. Nel 2005 ho creato un progetto scolastico per far scoprire ai bambini l’arte del burattinaioonofrio 5

Dove trovare l’arena dei burattini di Onofrio:

dal  03 al 06 luglio parcheggio in via marcolini di Gussago

dal 10 al 14 luglio parcheggio scuola dell’infanzia  di Coccaglio

dal 17 al20 luglio parco del Mella di Gardone Val Trompia

dal 24 al 27 luglio parco san rocco di Bedizzole

da 31 luglio al 03 agosto piazza Nassiria di Toscolano Maderno

dal 07 al 10 agosto parcheggio in via verdi di Padenghe del Garda

dal 14 al 18 agosto parcheggio in via IV novembre di Manerba del Garda

dal 21 al 24 agosto parco urbano di Bovezzo

dal 28 agosto al 01 settembre parcheggio in via Inico di Montichiari

 

 

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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